ROMA – Nel pomeriggio di ieri alle 18 è iniziata la fiaccolata organizzata dai sindacati per chiedere che venga fatta piena luce e si accertino tutte le responsabilità del gravissimo incidente sul lavoro durante i lavori al Colosseo a Roma nel quale è morto il 22enne di Crognaleto (Teramo) Andrea Moretti. Il Colosseo rimarrà chiuso al pubblico anche oggi su disposizione del ministro Alessandro Giuli.
Sagome, striscioni e un cartello che porta la scritta «Giustizia per Andrea», tra i lavoratori in presidio. Sei sagome, raffiguranti dei lavoratori senza volto, sono stati disposti a terra, sul marciapiede dal lato dei Fori Imperiali. Ciascuno porta un cartello: «Avevo 66 anni», «Lavoravo da 10 ore», «Ho salvato vite, non la mia», «Morto di straordinari», «Arrendo giustizia», «Dovevo andare in pensione». Ai piedi di ogni sagoma, è stato posto un caschetto bianco da lavoro. Molti manifestanti reggono dei cartelli, su cui si legge: «Basta morti sul lavoro», «L’umanità prima del profitto» e «Fermiamo la strage». Altri striscioni recitano: «Basta morti sul lavoro», «La sicurezza non è un lusso, basta stragi sul lavoro»,
“Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi colleghi in questo difficilissimo momento. E formulare l’auspicio che sia fatta piena luce, nel più breve tempo possibile, sull’accaduto. Morire a 22 anni è inaccettabile, lo è ancora di più se questo accade sul posto di lavoro. Anche nel nome di Andrea continueremo a fare la nostra parte, ad impegnarci e a compiere ogni sforzo affinché tragedie simili non si ripetano più», ha commentato la premier Giorgia Meloni.
Anche Matteo Orfini, componente della commissione Cultura alla Camera, prende posizione in maniera netta: «Non è possibile morire sul lavoro e lo è ancora meno quando si muore all’interno di un sito del ministero della Cultura, nel monumento forse più famoso del mondo», incalza Orfini. E aggiunge: «Fino a quando non saranno chiarite le dinamiche dell’incidente e verificate tutte le condizioni di sicurezza, credo che il sito debba restare chiuso».
«Pensare che un ragazzo di 22 anni debba morire in un cantiere, tra l’altro lavorando dentro un cantiere pubblico, credo che indichi la gravità e l’insopportabilità della situazione a cui siamo giunti», è il commento del segretario della Cgil Maurizio Landini. «E di nuovo stiamo parlando di un lavoratore che lavorava in una ditta di appalto, tra l’altro in un settore pubblico». «Andrea Moretti lavorava per dare luce a uno dei simboli del nostro Paese. È stato doveroso da parte del ministro Giuli chiudere al pubblico il Colosseo. Fermarsi, tutte e tutti, deve però essere necessario a prendere atto di una verità drammatica: se si muore di lavoro persino nel luogo simbolo dell’Italia, il problema è strutturale», sottolinea la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti, che chiede al governo non solo «lutto e cordoglio», ma anche provvedimenti per garantire la sicurezza sul lavoro.
E l’abruzzese Michele Fina, marsicano, aggiunge: «La morte di Andrea Moretti è una tragedia che colpisce profondamente la nostra comunità abruzzese e l’intero Paese. E confidiamo nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce sull’incidente. Di fronte a tragedie come questa siamo ancora una volta richiamati ad un più forte impegno: investire sempre di più nella formazione che garantisca prevenzione e sicurezza. Dobbiamo farlo, tutelando i lavoratori e aiutando le imprese, per rendere effettivo quel principio fondante della Repubblica fondata sul lavoro, sancito nella Costituzione».
La Rai ha comunicato la sospensione delle attività di riprese relative alla serata evento di Alberto Angela, che sarebbe dovuta andare in onda il 27 settembre.






