L’AQUILA – Questa mattina alla sede di Poste Italiane a Centi Colella all’Aquila, la direttrice provinciale Roberta Iacovozzi ha consegnato una stilografica rosa e un attestato di merito alle autrici dei tre elaborati più significativi che hanno partecipato alla prima edizione di “Una penna in rosa”, una iniziativa promossa da Poste Italiane in occasione della Festa della Donna.

Il progetto ha riscosso un grande successo, ed in pochi giorni sono pervenuti via mail e nelle cassette predisposte presso alcuni uffici postali del capoluogo abruzzese oltre 200 elaborati, con i quali le donne aquilane hanno regalato delle parole in “rosa” alla loro personale e speciale destinataria dedicandole un pensiero, una poesia, un aforisma, una lettera, un breve racconto, una particolare esperienza di vita.

Tutti gli elaborati narrativi sono stati valutati nei giorni scorsi da un’apposita commissione che ne ha selezionati circa trenta per entrare a far parte della fase finale.
 
Oltre ai primi tre scritti, composti da Lorena Di Ianni, Luigia Stringini e Marilena Ferrone, durante l’incontro la direttrice della filiale dell’Aquila Roberta Iacovozzi ha offerto un attestato di riconoscimento alle altre autrici selezionate che hanno partecipato numerose alla piccola cerimonia in rappresentanza simbolica di tutte le donne aquilane.

“Con questa prima edizione di ‘Una penna in rosa’ – ha commentato la drettrice della filiale Roberta Iacovozzi – Poste italiane ha voluto omaggiare simbolicamente tutte le donne aquilane, quelle stesse donne che, nel luogo simbolo del terremoto, hanno dimostrato grande forza di volontà e indiscutibile coraggio per ripartire. Un evento drammatico, quello del sei aprile 2009, che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva, come è emerso in modo commovente in alcune testimonianze che ho potuto leggere tra i tanti contributi pervenuti”.

“Sono stati molteplici i temi toccati dalle donne aquilane – ha concluso la Iacovazzi – e tante sono le figure femminili protagoniste degli elaborati in prosa e in versi che ci sono arrivati, pensieri che hanno tratteggiato figure ‘speciali’, esempi di coraggio, portatrici di speranza, affettuose immagini materne, donne di straordinaria sensibilità ed empatia. Il mio pensiero e il mio ringraziamento è rivolto a tutte coloro che hanno contribuito a regalarci queste emozioni, alle aquilane che con le loro piccole grandi storie hanno saputo dimostrare il valore e l’importanza di essere donna”.

Tra i tre elaborati ritenuti più meritevoli dalla giuria, quello di Marilena Ferrone, dal titolo Le donne rubate, dedicato a Yara Gambirasio.

“Cambia l’ora ed il passo – dopo la siepe ripara l’avidezza del tempo – un mattino freddo – calugina sulla corteccia del tiglio – E s’alza l’aria dove fioriscono sterpi – e piovono stortezze – un dolore dannevole disfoglia il cielo – e sfronda piccole mani – E la morte riconsegna le stelle – e le donne rubate”.

QUESTI ALCUNI ELABORATI.

“8 Marzo 2013” di Luigia Stringini

Alle donne alle madri alle figlie. Alla vostra dignità, soffocata da un evento inimmaginabile, al vostro amore, stroncato in una notte fredda e buia, al vostro dolore nascosto per aver perso gli affetti più cari, al vostro inesorabile sacrificio di voler continuare a vivere per strappare un sorriso ed una carezza amorevole ad un bambino che ti guarda con occhi innocenti ed ignari. A te donna, che in quel devastante bombardamento hai protetto nel tuo rifugio, grembo materno, lo sguardo indifeso, impaurito dei tuoi figli, sacrificando la tua stessa vita. Hai gridato, hai pianto, hai divelto, scavato con tutta la forza, con volto smarrito, tra quelle beffarde macerie che selvaggiamente ingoiavano i tuoi ricordi. A te donna, ricurva nel tuo indefinibile dolore che stringi tra le braccia un ricordo impolverato, distrutto dall’olocausto. Una fotografia sbiadita, un sorriso spezzato, un profumo innocente, un’alba, tetra, incredula, triste, un risveglio senza luce, il freddo che punge il cuore, gli occhi senza più lacrime. Ti dico infinitamente grazie. Il tuo esempio di donna forte, mi incita, mi insegna l’umiltà per andare avanti con il nobile ed atavico sacrificio che ci contraddistingue. A te donna che da un amore, nato in una tragedia, hai avuto il coraggio di dare una nuova vita, per raccontare, per non dimenticare per continuare a volare, per non lasciare svanire i sogni innocenti dei bambini. A te donna, che hai saputo ricostruire con zelo, con amore, con dedizione, nel tuo cuore martoriato e, in una casa che non sentivi tua, i piccoli oggetti, le cose a te care, frammenti di una vita vissuta e di un passato che la tragedia non è riuscita a cancellare.
A te donna, ormai stanca, dai capelli imbiancati, dalle mani ruvide ed incallite, da un viso senza colore, solcato da rughe profonde che segnano il tempo, da una solitudine che accompagna il tuo andare e da un cuore ricolmo di pianto, attendi; guardi con tristezza, attraverso un opaco vetro, i tuoi ricordi ed il tuo futuro di un mondo, consapevole di lasciarlo migliore di come lo hai trovato.

“Lei” di Lorena Di Ianni

Lei, una donna ai capelli della quale la bellezza s’aggrappa quando finiva di dipingere sfumature su tramonti e farfalle, chiudeva il cassetto, poi smarriva la chiave nell’immaginazione annegava ma contagioso era il suo desiderare. Lei, una bambina che intrecciava i suoi capelli giocherellando con la matita allontanata dal foglio nell’attimo d’attesa tra la formazione del pensiero e la stesura su carta; brandelli di storie di sconosciuti amava raccontare descriveva particolari, ma il finale lo lasciava immaginare. Lei, una sognatrice al mattino non riceveva baci da principi dall’aroma del caffè si lasciava stregare sapeva come disegnare la vita e reinventarne l’essenza.

“Donna” di Vita Di Felice

Amate la donna, figlia, sposa, mamma, nonna, cuore della casa, gioia dei focolari. Rispettate il lavoro della donna che con i suoi sacrifici onora la “patria casa ed il mondo intero”, non offendetela, non oltraggiatela, non ammazzatela, poiché è la ricompensa a tutte le tristezze e fatiche umane.

di Rita Battistone.

Vivere è la passione di perseguire un progetto; lasciare una traccia di sé nel mondo è l’orgoglio e l’ebbrezza di vedere il progetto realizzato.
A Rita Levi Montalcini un ricordo di gratitudine per aver testimoniato cosa può essere l’esistenza di una donna libera dal burqua dell’asservimento ad un destino imposto di subalternità.

di Lorella Pace.

“….il 4 aprile 1911 nacque una persona speciale e che era speciale si vide subito. Appena nata tutto il paese andò a trovarla e ci andò anche lui, un ragazzo sui quindici anni che appena la vide gridò: “quant’è bella sta citola quanto è grossa me la voglio sposà!” E così fu! Molti anni dopo si sposarono…. Questa donna era nonna Elisa che, oltre ad essere speciale, aveva una grande virtù: quella di voler bene incondizionatamente, senza chiedere nulla in cambio!”.

“A mia madre (la migliore delle donne)” di Biancastella Equizi

Porto sì caro del mio mare in tempesta sorriso nei miei bui lanterna nella notte Vorrei incontrarti tra mille anni ancora…

di Emanuela Santilli.

…Siamo un punto fisso in un porto di tempesta, siamo una felicità nascosta e non ci si stanca mai di noi…

di Giada D’Alessandro.

“…La mamma è l’amore, è come quando ti senti perso, vorresti avere una bussola, ma poi capisci che non ti serve, perché quando la abbracci il mondo ce l’hai lì, stretto tra le braccia…. è l’unico punto fermo della nostra vita, una delle poche persone a cui vorremmo sussurrare TI AMO all’orecchio, tanto quanto vorremmo gridarglielo in faccia”.