L’AQUILA – “La situazione della clinica Sanatrix e della Struttura residenziale protetta di Gignano sta continuando a destare preoccupazione oggettiva tra la cittadinanza e i lavoratori, in quanto sul territorio dell’Aquila sono venuti a mancare i servizi erogati dalle due case di cura, con notevole disagio per gli utenti, e la condizione di precarietà in cui vertono i lavoratori sta sfociando in un vero dramma sociale”.

A parlare è il segretario provinciale aquilano della Uil-Fpl Simone Tempesta.

I dipendenti sono in cassa integrazione con “sussidi che permettono appena di sopravvivere – ha detto Tempesta – spesso sono colpiti da vere e proprie crisi di disperazione poiché non intravedono neanche la possibilità o la speranza di veder risolta la fase in cui sono costretti a vivere”.

Per Tempesta “la drammatica condizione in cui versano sembra caduta nel dimenticatoio di politici e manager i quali stanno tralasciando una delle problematiche più insidiose del dopo terremoto che potrebbe sfociare in eclatanti manifestazioni di piazza. Le richieste di incontro avanzate in modo unitario dalle maggiori sigle sindacali alla curatrice fallimentare sono rimaste senza riscontro, i lavoratori e la cittadinanza non sono messi in condizione di conoscere e di comprendere le iniziative che sono state intraprese e analizzare e proporre eventuali ipotesi di soluzioni migliorative”.

Sul banco degli imputati, per la Uil-Fpl, è finito anche il manager della Asl, perchè “nei suoi interventi evita sempre di affrontare tale tematica quasi come se le due cliniche non fossero mai esistite, come se nessun cittadino aquilano abbia mai fruito della clinica Sanatrix. Sembra che i posti letto per persone ospedalizzate, che il servizio sanitario aveva destinato al nostro territorio, a causa dell’evento sismico siano stati drammaticamente ridotti e si debba perdere memoria di loro”.

Tempesta ha aggiunto che “è arrivato il momento che la dirigenza della Asl smetta di fare proclami e intraprenda un serio confronto con le forze sociali per stabilire un percorso che conduca alla risoluzione delle problematiche assistenziali. La situazione è resa ancor più grave dal fatto che gli imprenditori della sanità privata i quali avevano proposto ipotesi di soluzione (Enrico Vittorini riguardo Villa Letizia, ndr), più o meno condivisibili, sembrano essersi sottratti agli impegni presi. Gli imprenditori hanno sottoposto i loro piani industriali alla curatrice fallimentare? Che risposta hanno avuto”.

Tempesta ha concluso chiedendo al sindaco Massimo Cialente e al presidente della Provincia Antonio Del Corvo “di istaurare un tavolo di confronto con il manager della Asl, la curatrice fallimentare e le organizzazioni sindacali per trovare una soluzione condivisibile delle vertenze”. (s. cas.)