L’AQUILA – “Dare una mano all’Aquila Rugby sì, fondere le società… nì”.

Questa la posizione, assai simile, dei vertici delle due maggiori realtà rugbistiche della provincia dopo L’Aquila, l’Avezzano Rugby, neo promosso in serie A, e la Gran Sasso Rugby, che disputerà la prossima serie B.

Sono due donne, le presidenti Sonia Sorgi e Loredana Micheli, a rispondere con una mezza apertura, interpellate da AbruzzoWeb sull’opportunità di correre incontro alla società neroverde, che a oggi è a serio rischio cancellazione.

LO SCENARIO

Mentre proseguono le trattative diplomatiche in Comune per trovare uno o più imprenditori che ripianino i debiti e portino avanti la stagione, il futuro del sodalizio appare comunque in bilico.

Ecco perché non è fuori dal mondo chiedersi cosa potrebbe succedere qualora veramente accadesse l’irreparabile, cioè che la società non fosse iscritta al torneo italiano più importante.

Resterebbe sul tavolo un titolo sportivo di Eccellenza, piatto ghiotto per qualsiasi società che voglia investire economicamente sulla pallaovale. E la Federazione in questi casi privilegia la vicinanza geografica, motivo che rende interessante la presenza di due società rampanti.

Ma queste società accetterebbero di investire, magari affiancate da forze imprenditoriali fresche, e trasformarsi prima sostanzialmente (con maglie e colori sociali) e poi formalmente (con il cambio di denominazione) in una nuova L’Aquila Rugby? Appunto, la risposta di entrambe è un “nì”.

IL REGOLAMENTO

Prima di parlare della situazione reale è opportuno dare un’occhiata a cosa dicono le carte, in particolare il comma 7 dell’articolo 4 del regolamento organico della Federazione italiana rugby (Fir).

“In caso di radiazione, di insolvenza nei confronti della Federazione, di scioglimento o fallimento della
società, di estromissione dai campionati federali per rinuncia o per ritiro o per motivi disciplinari – spiega il regolamento – la Federazione potrà attribuire il titolo sportivo ad altra società sportiva appartenente alla stessa provincia o ad altra società sportiva facente parte della medesima regione o area geografica”.

L’attribuzione avverrà in base ad alcuni criteri, fissati sempre dal regolamento: “a. anzianità di iscrizione delle società; b. del numero delle squadre iscritte dalle società nei campionati in ciascuna stagione sportiva, nelle tre precedenti; c. dai risultati sportivi conseguiti nelle tre stagioni sportive precedenti; d. della disponibilità di strutture sportive”.

Infine una clausola importante: “Nelle ipotesi di cui sopra, i giocatori sono svincolati di diritto dalle società di appartenenza”.

AVEZZANO: ”SERVONO DUE REALTA’ PROVINCIALI DI LIVELLO”

Disponibile quasi a qualsiasi forma di aiuto la presidente dell’Avezzano, Sonia Sorgi.

“C’è sempre stata, e da prima del sisma – spiega – la volontà di collaborare, al di là del momento di difficoltà attuale. In questi anni ci abbiamo messo soldi ed entusiasmo per portare avanti una passione, se possiamo renderci utili all’Aquila, perché no?”.

Andando sul concreto, però, la presidente non accetterebbe di unire le due realtà per mantenere l’Eccellenza con il vecchio titolo, la vecchia denominazione (“L’Aquila”) e una nuova società.

“Non va bene l’idea di una sola squadra che giochi all’Aquila o ad Avezzano – nicchia – e penso che la Provincia dell’Aquila debba avere due realtà, una di Eccellenza, i neroverdi, e una in serie A, noi”.

Ma L’Aquila rischia la cancellazione… “Vedrete che alla fine si salverà. Nessuno vuole che L’Aquila scompaia, nemmeno la Fir, e un accordo si troverà”, la previsione conclusiva.

GRAN SASSO: ”OGNUNO PORTI AVANTI LA SUA STORIA”

Prendere il titolo dell’Aquila con una nuova società “pulita” da debiti è invece “fantarugby” per la presidente della Gran Sasso, Loredana Micheli.

“Non dimentico che la storia dell’Aquila Rugby è legata a quella della città – spiega – ma ci sono anche le altre realtà e anche noi abbiamo la nostra piccola storia. E poi, ad avere due squadre di buon livello ci guadagniamo tutti”.

Non è, però, una chiusura a priori. “Parliamone, le ipotesi sono molteplici – azzarda prudentemente la presidente – Bisognerà valutare gli aspetti economici, tecnici e ‘politici’, io preferirei comunque che ognuno portasse avanti la sua storia. Speriamo che i problemi dei neroverdi si risolvano”.