L’AQUILA – “Io e mia moglie la mattina alle sei dobbiamo alzarci per andare a lavoro, mia moglie peraltro lavora a Roma, spero di non dover mai decidere di trasferirmi li, sarebbe il paradosso!”

Inizia così, un’accorata lettera, inviata in redazione, da un residente del centro storico dell’Aquila, Antonio Mancini, funzionario del Consiglio regionale, molto conosciuto in città, tornato a vivere nella casa ricostruita a dicembre 2018, nei pressi di via Garibaldi e piazza Chiarino, cuore della vita serale e notturna.

L’uomo si definisce “vittima sacrificali dell’esistenza di tali locali e della movida, termine ormai abusato, tutte le notti…”, affermando di parlare a nome di altri residenti, tornati a vivere nel centro storico, in ricostruzione e ancora in piccola parte popolato, e che pretendono la quiete notturna. Mancini afferma anche che, in base a misurazione dei decibel, fatte effettuare dall’Agenzia regionale tutela ambientale (Arta), emergerebbero valori nettamente al di sopra dei limiti di rumore imposti dalla legge. Denuncia anche di aver avuto problemi a rientrare a casa, perché qualcuno  ha pensato di parcheggiare, durante la movida serale, l’auto davanti la porta d’ingresso.

La denuncia, questa volta con nome e cognome, rappresenta l’ennesimo episodio del conflitto tra residenti e attività dei locali serali, che si sono moltiplicati anche grazie ai finanziamenti del bando pubblico “Fare centro”, e più in generale contro il ricchissimo cartellone di eventi, fortemente sostenuti dall’amministrazione comunale, che sta interessando il centro storico dell’Aquila, con decine e decine di concerti e manifestazioni, culminati con quelli della Perdonanza, a cui seguirà nel week end “Il jazz italiano per le terre del sisma”, anche qui con tanti concerti in varie piazze e strade dell’Aquila, e con attese decine di migliaia di presenze, da tutta Italia, ad incrementare i già incoraggianti numeri del turismo, dati in forte crescita.

“Sono un residente delle zona – scrive Mancini – e non credo di poter essere tacciato come persona che non tollera l’esigenza dei giovani di divertirsi e ascoltare musica. Ma ormai siamo vittime sacrificali dell’esistenza di tali locali e della movida (termine ormai abusato…) tutte le notti! Singolarmente abbiamo dovuto fare esposti, denunce, sopralluoghi, misurazioni dell’Arta con i Vigili Urbani al seguito durante la notte a casa nostra, una casa comprata nel 2002 e rivissuta purtroppo solo dal dicembre 2018”.

Bersaglio del residente è in particolare il Chiarino music festival, che si è svolto dal 19 al 22 agosto, cofinanziato dai locali che si affacciano nell’omonima piazza, patrocinato dal Comune, e che ha permesso di esibirsi a numerose band aquilane, anche qui con una significativa presenza di turisti. 

“Ora siamo sull’orlo del dover andare via e tornare ad un localizzazione vivibile e sostenibile, – afferma però il residente – e’ impensabile andare avanti così tutte le notti. La scorsa settimana c’è stato il Chiarino music festival per quattro notti di seguito. L’ultima notte, dopo avere finito di suonare alle 2, hanno cominciato a smontare. Poi c’è la Perdonanza, quindi il Jazz, non mi sembra necessario inserire altre notti nel cartellone di piazza Chiarino, una piazzetta come ben sapete piccola, dove tali livelli di sonorità hanno effetti diversi sulle case circostanti rispetto agli spazi aperti!”

In un agguerrito comunicato, anonimo, altri residenti si erano già scagliati contro la manifestazione di piazza Chiarino.

Gli organizzatori avevano però ribattuto che sono stati rispettati gli orari di chiusura dell’evento, fissati dall’amministrazione comunale, ed anche i limiti che regolano i decibel, controllati dall’Arta. Hanno fatto notare che in concomitanza del festival di piazza Chiarino, si sono svolti altri concerti, manifestazioni ed eventi, fino alla stessa ora, in altre aree del centro storico.

Hanno evidenziato che a ben vedere manifestazioni del genere si contano sulle dita delle mani, concentrate come avviene in tutte le città italiane, nel periodo estivo, ed hanno un prezioso valore aggiunto in termini di offerta di momenti ludici e di socialità, da cui un capoluogo di regione, città universitaria e che vuole puntare sul turismo, non può prescindere.

Invitando infine al dialogo e alla collaborazione i residenti che invece mettono al primo posto il loro diritto alla quiete e al riposo notturno.

Un dialogo, come testimonia la lettera del residente, che è ancora tutto da costruire. f.t.