L’AQUILA – “Quella lettera risale al febbraio scorso, subito dopo la grande nevicata che ricoprì L’Aquila, e da allora si sono svolte molte riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con il quale abbiamo concordato interventi e azioni per monitorare i puntellamenti. Attualmente non ci sono zone di criticità nelle parti percorribili dalle persone, mentre quelle più pericolose sono ancora interdette alla circolazione”.
Rassicura tutti l’assessore comunale aquilano alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che ha anche la delega per le Opere provvisionali, commentando la lettera del comandante provinciale dei Vigili del fuoco, Vincenzo Ciani, indirizzata al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e portata alla luce da questo giornale, in cui venivano evidenziate forti criticità riscontrate nella tenuta dei puntellamenti realizzati nel post terremoto.
Tanto che ne emerge un quadro preoccupante: in assenza di interventi importanti di manutenzione, per molti dei puntellamenti realizzati in centro storico oggi il tempo è scaduto e girare per le vie dove nei weekend si riversano migliaia di giovani potrebbe essere molto molto pericoloso.
“L’efficienza dei puntellamenti deve intendersi necessariamente limitata nel tempo in funzione della tipologia strutturale adottata e variabile dai due ai tre anni dall’epoca dell’ultimazione degli stessi”, ha scritto infatti il comandante dei vigili dopo l’eccezionale nevicata di inizio anno.
“Attualmente – assicura Di Stefano ad AbruzzoWeb – abbiamo squadre di controllo formate da tecnici comunali che controllano i puntellamenti nella città, che è stata divisa in comparti. Se l’esito dei controlli è negativo ed è consigliabile chiudere un’area, lo facciamo. Allo stesso modo, se i Vigili del fuoco riscontrano un pericolo concreto per l’incolumità delle persone ce lo segnalino: non esiteremo ad agire di conseguenza”.
Di Stefano aggiunge poi che, in ogni caso, non si procederà in nessun caso alla sostituzione delle opere.
“Premesso che oggi la quasi totalità dei puntellamenti non è in legno, ma in acciaio o altri materali ferrosi – ricorda – qualora vi fossero dei problemi non si procederebbe comunque alla sostituzione. Bisogna superare la logica della temporaneità e pensare di provvedere ai lavori di ristrutturazione e ricostruzione”.
“Ricordo che già quando due anni fa ci fu lo sciame sismico nella zona dell’Alto Aterno, e lo scorso anno in occasione della nevicata – conclude Di Stefano – il centro storico è stato chiuso. Ma dai dati che abbiamo non ci sono pericoli per le persone”. Non resta che augurarsi che abbia ragione.






