L’AQUILA – Festeggia quest’anno il primo lustro di attività, il centro di danza Mud (Making upword dance) dell’Aquila, in via Ulisse Nurzia, nata nel 2012 da un’idea della ballerina professionista Silvia Iacobucci, 32 anni.
“Questa scuola era il mio sogno – racconta ad AbruzzoWeb – un posto dove si potesse fare danza ad un buon livello. Dopo aver ballato in tutta Italia e aver imparato la tecnica, volevo che fosse proprio la mia città il luogo dove coronarlo”.
Un percorso che parte dalla vera gavetta, dopo anni di allenamenti massacranti e insegnamento in varie scuole, “mettersi in proprio – dice – è stato un vero salto nel buio. Le difficoltà ci sono, il momento economico non era e non è dei migliori, ma io nei sogni ci credo, ed è quello che cerco di dimostrare a tutti i miei allievi”.
E dopo 5 anni il bilancio è decisamente positivo: “Eravamo partiti con una manciata di corsi, adesso ci siamo notevolemente ampliati, abbinando alla danza anche il teatro, con il prezioso contributo di Gemma Maria La Cecilia per il teatro e Federica Di Stefano per il canto”.
Gemma Maria La Cecilia ha 35 anni, è originaria di San Severo (Foggia) e vive all’Aquila da 16 anni: “Sono arrivata qui per frequentare l’università – racconta – avevo scelto il corso di laurea in Lettere a indirizzo teatrale che oggi non esiste più. In concomitanza con gli studi, ho iniziato a frequentare dei corsi di recitazione tra qui a Roma e mi sono specializzata con vari stages”.
L’idea di prestare la sua opera per il Mud arriva dopo aver incontrato Silvia.
“Ci siamo conosciute e abbiamo parlato molto della sua scuola e della volontà di ampliare il concetto d’arte con un corso di teatro – dice Gemma – . Avendo già insegnato, ho accettato ben volentieri. Un’unione che va avanti da due anni, anche con una serie di eventi sempre nel capoluogo. Non è un punto di arrivo, ma qualcosa che stiamo costruendo insieme per crescere!”.
Quest’anno, al saggio di fine corso, è stata portata una trasposizione molto originale dal libro Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde.
“Potrebbe sembrare un testo antiquato per dei ragazzi, ma in realtà Gray è attualissimo – spiega Gemma – soprattutto in questo periodo storico, in cui i social, il boom di immagini ci mettono sempre davanti a uno specchio. Siamo tutti un pò egoisti, come il protagonista del libro. Ho voluto portare in scena e credo di esserci riuscita, l’anima dei miei allievi. Ho omesso il testo originale, chiedendo ai ragazzi di scrivere dei pezzi che mettessero a nudo le loro impressioni”.
“Abbiamo affrontato le lezioni facendo improvvisazioni di azioni fisiche e verbali attraverso le tematiche del piacere, del narcisismo e del peccato, elementi chiave di tutta la narrativa di Wilde. Ne è uscito un lavoro unico e straordinario”.
“Sono davvero soddisfatta – aggiunge – era quello che volevamo, un connubio tra attore e ballerino, tra l’io esteriore e quello interiore. Abbiamo grandi progetti adesso per il corso che inizierà a settembre”.
”L’idea che avevo in mente era quella di un centro polivalente e credo esserci riuscita”, rivela Silvia, “per quanto riguarda le discipline di danza abbiamo puntato tanto sulla classica, l’hip hop e alcune novità come la danza del ventre e il ballo Bollywood, una disciplina indiana molto sensuale. Ci sono due insegnanti molto brave: Midia e Mardin Nazad“.
“Gli elementi principali – spiega Silvia – sono la recitazione, il sorriso, la sensualità e la coreografia di tutti i danzatori e danzatrici che partecipano alla scena d’insieme. Bollywood è un luogo immaginario dove Occidente ed Oriente si mescolano per divertirsi insieme tra ritmi sfrenati, sensualità ed una miriade di colori che diffondono allegria e buon umore”.
La danza, oggi, è sempre di più in connubio perfetto con la tv, partendo dal talent show di Maria De Filippi Amici, che sforna da quasi 20 anni promettenti ballerini e cantanti.
“Non vogliamo essere una talent school di stampo americano – precisa Silvia – ma abbiamo avuto presenze notevoli con degli stages ad hoc dal programma Mediaset. Sono venuti Amilcar e Anbeta Torimani (ex ballerini della scuola oggi professionisti del settore) e anche il maestro Steve La Chance“.
Una scuola che non va avanti da sola e che promette grandi novità per la prossima stagione: “Forse ci saranno altre new entry, per adesso ho una collaborazione con la scuola Arte in movimento di Claudia Carluccio, insegnante di classico e contemporaneo. Era diverso tempo che provavo a creare questa partnership. Claudia ha risposto con interesse, è una collega leale con la quale si lavora bene e l’unione delle nostre attività, ha portato solo benefici”.
Il tutto con l’obiettivo di fare della danza un mestiere.
“Per gli stages di danza contemporanea c’è Beatrice Bodini, docente del centro professionale Daf e il maestro Erwann Strauss che supervisiona i corsi di danza classica accademici e assiste agli esami. Per preparare chi vuole provare qualche audizione competitiva in giro per l’Italia”.
Un lavoro che ripaga anche i ragazzi che si cimentano: “Nostri fiori all’occhiello sono Claudia Pompili – svela Silvia – che ha studiato classica con la Carluccio e adesso sta partecipando al triennio accademico di contemporanea all’Accademia nazionale di danza, e Andrea Luzi che è entrato all’Accademia Hamlin di Firenze”.
E dopo i saggi di fine anno e la puasa estiva, si ripartirà il 4 settembre con una settimana open, in cui si potranno provare tutti i corsi e poi decidere quale intraprendere in base alle proprie inclinazioni.
Silvia, che si appresta a conseguire una seconda laurea in Fisioterapia, ha ora l’ambizione di occuparsi anche di chi ha patologie muscolari e scheletriche, diffusissime in chi fa danza, conseguenza di anni di duro allenamento.






