L’AQUILA – Quando il NeroCaffè ha aperto i battenti nel centro storico dell’Aquila, l’anno successivo al terremoto del 6 aprile 2009 che ha sventrato la città abbandonandola ai suoi fantasmi, non c’era ancora elettricità nelle strade deserte.
Oggi quello stesso locale, primo a riaprire dopo il sisma, e che stentava a decollare tra puntelli e mura squartate, compie 5 anni “in una notte più viva che mai”.
C’è emozione nella voce di Aldo Piccinini, titolare del locale, ma anche orgoglio per un anniversario “che non ha come protagonista solo il nostro sforzo di avviare un’attività – precisa – Ma anche tutti gli aquilani che hanno mostrato di non voler abbandonare il centro storico ripopolandolo in questi 5 anni di serate”.
Una festa sobria, quella di stasera, che inizierà alle 20 e celebrerà i 1825 giorni del Nero, nato il 10 luglio 2010, con un concerto live dell’artista Francesco Di Cicco.
Nato inizialmente come locale da aperitivi, il Nero ha vissuto un’evoluzione nel corso degli anni con serate disco che lo hanno reso famoso a livello regionale e nazionale, facendo registrare molto spesso il pienone di giovani e studenti.
“Il centro era molto poco frequentato quando abbiamo iniziato. All’inizio è stata davvero dura perché i clienti erano pochissimi – racconta Piccinini – Poi pian piano ha cominciato a ingranare in una escalation di successi che hanno portato anche mille persone a sera. Abbiamo fatto molte collaborazioni con locali della regione, ma anche fuori regione, come l’Hollywood di Milano”.
A 5 anni di distanza dalla prima serata dedicata alla festa della facoltà di Medicina, oggi il Nero torna alle origini e diventa adulto, salutando la movida sfrenata e assumendo la veste di jazz club con musica dal vivo.
“Un cambio di rotta dettato soprattutto dal fatto che la vita notturna è molto dura da affrontare e non ti permette di vivere il giorno come vorresti – prosegue – Sarà un locale per una clientela più adulta, ma sono convinto che sarà apprezzato anche dai più giovani e dagli studenti”.
“Una scelta coraggiosa” quella di aprire un locale in un centro storico dal quale tutti scappavano, quando ancora le scosse di terremoto scuotevano quel poco che restava in piedi.
“Abbiamo contribuito, nel nostro piccolo a riportare la gente in centro creando un punto aggregativo quando c’era solo il centro commerciale come svago e di questo non posso che essere fiero – commenta Piccinini – Questo anniversario lo dedico non solo alla città, ma anche ai miei genitori ai miei fratelli che mi hanno spinto a non mollare anche quando credevo che il Nero non sarebbe mai decollato”.
Un appello, infine, a tutti gli aquilani a non lasciare sola una città che piano piano sta tornando a vivere: “Chiedo a tutti di non dimenticare queste mura e questi palazzi, la città vuole solo essere riabbracciata. Questa non è una periferia, ma un cuore vivo che pulsa”.



