L’AQUILA – David Grossman arriverà all’Aquila martedì 27 marzo.

Il grande scrittore israeliano incontrerà il suo pubblico alle 18 e 30 all’Auditorium Sericchi (Strinella 88).

Nato nel 1954 a Gerusalemme, Grossman deve la fama mondiale al suo Vedi alla voce: amore, romanzo complesso e intenso sull’olocausto.

“L’arbitrio di una forza esterna che irrompe con violenza nella vita di un uomo, di un’anima, è il tema ricorrente in quasi ogni mio libro”, questa la definizione critica dello stesso autore di uno stile e di una forma che hanno conquistato milioni di  lettori negli anni.

Lettori trasversali, se si considera che Grossman spazia dall’attività di romanziere a quella di saggista attraversando con scioltezza il mondo della narrativa per l’infanzia.

La forza esterna che irrompe, dicevamo. Il nazismo, nel caso di Vedi alla voce: amore, l’amore folle, nel caso di uno dei romanzi più letti e venduti di Grossman, Che tu sia per me il coltello.

Romanzo che rivede la forma epistolare scardinando la temporalità e la sequenza domanda/risposta accompagnando in tal modo il procedere letterario di due sentimenti malati ed estremamente contemporanei.

Due stream of consciousness, flussi di coscienza senza suono e affetti da verbosità cronica che tanto ricordano le forme relazionali che oggi sviluppano e degenerano dai tanti social network, Facebook in primis. “Che cosa c’entriamo noi con la realtà?”, domanda Yair a Myriam, è il 7 aprile, è la sua seconda lettera “Che spazio sarebbe disposta a lasciarci?”.

Narcisismo ed egopatia si rincorrono, mentre grida la loro unica natura: il senso di inappropriatezza, l’immagine sfocata nell’acqua, la voce di Eco inascoltata.

Nella produzione rivolta ad un pubblico bambino, l’impegno dell’autore è volto a far conoscere, concettualizzando a colori e con parole positive, una guerra che uccide e non risolve, non dialoga.

Soprattutto dopo la perdita del figlio Uri avvenuta durante la seconda guerra libanese la sensibilità di Grossman verso una pedagogia dell’intrattenimento culturale ha trovato motivazioni e finalità ben precise. Le stesse che fanno da fondamenta alla sua intensa produzione saggistica.