L’AQUILA – “Ormai, da qualche tempo, è ripresa l’antica abitudine di diffondere lettere anonime sulla situazione della Chiesa aquilana tramite la stampa locale.”

È quanto dice in una nota la Curia Arcivescovile per difendersi dalle accuse anonime riferite dal quotidiano Il Centro nell’edizione di oggi.

Il Centro ha parlato di un gruppo che si firma “Il clero aquilano stanco e mortificato” che attacca la gestione attuale della diocesi.

“Oltre a biasimare un sistema che ha come unico scopo quello di gettare fango sulla persona dell’arcivescovo e sull’intera Chiesa aquilana – sottolinea la nota – si ricorda e si ribadisce la disponibilità di monsignor Giuseppe Molinari, ben nota agli aquilani, a ricevere e ad ascoltare tutti coloro che, sacerdoti e non, volessero esporre i loro problemi”.

“Spiace, inoltre, constatare che – aggiunge la Curia – lettere ‘anonime’ vengano professionalmente ritenute fonti attendibili e spiace anche che vengano riportati solo alcuni passaggi per screditare unicamente il ministero dell’arcivescovo Molinari.”

“Il ‘codicillo’ del testamento di monsignor Mario Pressin, ad esempio – si legge ancora – citava e condannava in modo violentissimo (e ciò dimostrava la non perfetta serenità di quel momento) oltre a qualche porporato e vescovo illustri (degni di ogni rispetto) anche quei sacerdoti che si erano rivolti al Papa per la soluzione dei problemi diocesani; questo però oggi dal quotidiano Il Centro non viene riportato”.

“Non giova ad alcuno, né alla diocesi aquilana, né ai sacerdoti ‘contestatori’ di allora, né alla memoria dello stesso arcivescovo Peressin e neppure alla città dell’Aquila, un simile metodo – prosegue – che non ha certo come obiettivo quello di contribuire a risolvere i problemi che la diocesi sta affrontando”.

“È doveroso tuttavia ricordare – precisa infine la nota – che fu proprio monsignor Peressin a volere come suo successore alla guida della diocesi aquilana lo stesso monsignor Molinari e che, pochi giorni prima della morte, ebbe un intenso momento di spiritualità e di fraternità col suo successore. Diversi sacerdoti e laici questa mattina hanno già dimostrato personalmente la loro solidarietà a mons. Molinari. L’arcivescovo ringrazia e invita tutti a pregare per questa Chiesa dell’Aquila, per la nostra città e il suo territorio”.