L’AQUILA – “Chi vuole bene al partito rifugge le polemiche, sto lavorando per l’unità di Forza Italia in Comune e in Provincia”.

Ribadisce che “le cariche del partito sono azzerate”, ma per il resto risponde con molta diplomazia ad AbruzzoWeb, l’assessore provinciale Guido Liris, commentando le spigolature arrivate nei giorni scorsi dal gruppo di Fi facente capo all’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che ha messo di nuovo in evidenza la spaccatura che c’era nell’ambito aquilano all’interno del Popolo della libertà e si è trasferita tale e quale alla rinata formazione berlusconiana.

Liris commenta in primis la situazione esplosiva all’interno del Consiglio provinciale, in cui è nato un gruppo consiliare forzista con quattro consiglieri “ma ce ne sono altri due riconducibili al partito, Forza Provincia e Per L’Aquila”, entrambi ormai monogruppi, il secondo della ex lista civica di Mimmo Srour.

Eppure non era sembrato un Liris votato all’unità quello descritto a questo giornale dal presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che ha chiesto a tutta la sua Giunta di chiarire la propria posizione partitica: “Gli assessori provinciali dell’Aquila Guido Liris e Roberto Tinari hanno dichiarato di aver aderito a Forza Italia ma di non riconoscersi nel gruppo guidato in Consiglio da Gianluca Alfonsi”, aveva detto il presidente.

“Ma io non l’ho detto né l’ho scritto – chiarisce Liris – Dico solo che c’è un gruppo la cui sommatoria sono 6 consiglieri provinciali e sto lavorando alacremente per l’unità”.

In particolare Alfonsi “in questo momento è il capogruppo di uno dei tre. Spero che chiarisca presto l’equivoco a livello personale con il presidente”, ovvero la lite furibonda nata dopo la richiesta del consigliere di verifica numero legale durante l’approvazione del bilancio, “sembrava uno dell’opposizione”, la scudisciata di Del Corvo.

“Il mio contributo sarà quello di porre freno alle polemiche e agli equivoci alimentati ad arte – assicura ancora Liris – Mi sforzerò insieme con presidente, il Consiglio e la Giunta, per far sì che giovedì scorso, diventato il ‘giorno della divisione’, venga in realtà ricordato come quello in cui sono stati stanziati 15 milioni di euro per opere pubbliche, scuole e strade”.

Impossibile non affrontare con Liris un altro tema bollente, quello dei coordinatori del nuovo partito in seno all’Aquilano. “La mia posizione è quella espressa da Giuliante in video ad AbruzzoWeb” dice, facendo riferimento a un’intervista del  17 novembre scorso, quando l’assessore regionale parlò di classe dirigente azzerata dopo la scissione pidiellina e da ricostruire.

Ma da allora le posizioni sono cambiate e pochi giorni fa Giuliante in una nuova intervista a questo giornale ha parlato di Alfonso Magliocco ed Emilio Iampieri come dei due nuovi coordinatori provinciali per L’Aquila e la Marsica, posizione ribadita da entrambi con una nota, oltre che di Roberto Santangelo coordinatore comunale aquilano.

“Mi pare sia stato più che chiaro il post di Antonio Morgante”, ribatte Liris, in riferimento all’intervento sulla rete sociale di Facebook del responsabile della segreteria della presidenza della Regione, polemico con i due che in una nota stampa si sono già firmati coordinatori, post tuttavia scomparso dopo poche ore.

“C’è stato a tutti i livelli l’azzeramento delle cariche – ribadisce Liris – Magliocco e Iampieri sono due importanti risorse del partito, il secondo è anche consigliere regionale eletto e comunque nella sua ultima conferenza stampa non si è definito coordinatore per la Marsica ma solo promotore, questo gli fa onore”.

L’azzeramento delle cariche coinvolge anche il ruolo del coordinatore comunale, per il quale, in epoca Pdl, Liris, nominato da Filippo Piccone, allora coordinatore regionale, ora trasmigrato in Nuovo centrodestra, ha duellato a lungo con Santangelo, esponente dei giuliantiani, gradito anche a Fabrizio Di Stefano, coordinatore vicario.

“L’azzeramento vale anche per quella carica, come non lo è Santangelo oggi neanch’io sono coordinatore comunale – ammette Liris – e infatti continuo a lavorare come capogruppo in Comune e assessore in Provincia”.

Punti di domanda e duelli che dovrà sbrogliare quello che sarà il nuovo leader regionale del partito. E se alcuni, tra cui proprio Giuliante, danno per scontata la promozione di Di Stefano, non sfugge che il presidente della Regione uscente e ricandidato, Gianni Chiodi, vicinissimo a Silvio Berlusconi, vorrà dire la sua e rivendicare il ruolo.

Su questo aspetto, piedi di piombo più che mai da parte di Liris. “Non auspico una divisione così netta tra Di Stefano e Chiodi, soprattutto alla luce dei prossimi appuntamenti elettorali – ricorda – Li ritengo due amici e persone intelligenti, auspico che anche loro riescano a trovare una sintesi sul governo del partito a livello regionale”.

E se Di Stefano avallasse la mappa del potere disegnata da Giuliante, Liris cercherà sponda nel governatore Chiodi, magari in un vertice teramano? “Di solito le persone in alto vanno sul territorio, non il contrario. E poi Chiodi è spesso all’Aquila, non serve andare a Teramo! Spero comunque che vengano riconosciuti i valori sul territorio”, conclude.

Magliocco ha comunque convocato a nome dei giuliantiani una conferenza stampa per domani dal titolo eloquente, “Rinasce Forza Italia – prospettive politiche e ricadute sul territorio”. Alla conferenza, si spiega, “parteciperanno dirigenti del partito, amministratori regionali, provinciali e locali”. Una nuova puntata della faida infinita. Alberto Orsini