L’AQUILA – Si rimetterà in moto lunedì, con l’obiettivo di chiudere i conti entro un mese e mezzo, il cantiere di ricostruzione della Fontana luminosa dell’Aquila.

Il monumento spettacolare alle porte del centro storico ha dato bella mostra di sé dopo copiosi lavori di restauro durante l’Adunata nazionale degli alpini di maggio ma poi è stato di nuovo impacchettato in fretta e furia in attesa che i lavori da circa 230 mila euro (94 mila dei quali proprio degli alpini) fossero definitivamente conclusi.

Da allora tutto è rimasto fermo, secondo quanto appreso, per via delle giornate particolarmente afose, fin quando è scattata la programmata sospensione estiva dei cantieri.

Ora si riparte, con la verifica delle carte amministrative e la riapertura. A occuparsi con un occhio di riguardo di questo lavoro c’è la soprintendente unica, Alessandra Vittorini, anche se alcune competenze si incrociano con il segretariato regionale per i Beni culturali.

Tra i lavori rimasti da fare, stuccature, trattamenti superficiali e protezione delle parti lapidee, rifinitura della pulitura e protezione delle parti in bronzo.

Nel corso del 2014 erano già state effettuate le operazioni di pulitura dell’apparato e di restauro delle due statue in bronzo care agli aquilani, con il controllo della statica e del sistema di ancoraggio, per proseguire con gli interventi di revisione dell’impianto idraulico e di illuminazione.

E proprio lo splendore della Fontana tricolore ha fatto alzare molti nasi all’insù durante l’Adunata.

Solo qualche mese per ricominciare con i “selfie” al chiarore dell’opera creata nel 1934 da Nicola D’Antino.