L’AQUILA – Arrivano all’Aquila per commemorare, nel 185/o anniversario della nascita, Karl Heinrich Ulrichs, il giurista e latinista tedesco sepolto nel capoluogo abruzzese dove morì nel 1895, e scoprono che la targa della piazza a lui intitolata nel parco del Forte Spagnolo è stata coperta da una in compensato, con il nome di un “vigile del fuoco e guida turistica”.

Forse una goliardata, ma sulle prime la cosa ha destato non poco stupore. Considerato uno dei primi militanti del movimento omosessuale, a Ulrichs la piazzetta aquilana – attualmente ancora non accessibile al pubblico perché in “zona rossa” dopo il sisma del 2009 – è stata intitolata nel 2007, dopo l’approvazione di una proposta in tal senso, presentata dall’allora gruppo consiliare della Margherita e approvata dalla Commissione comunale per l’onomastica stradale. All’Aquila Ulrichs trascorse gli ultimi quindici anni della sua vita.

“Probabilmente – spiegano alcune persone intervenute alla commemorazione – si tratta di uno scherzo tra le squadre impegnate nel recupero dei beni culturali, dopo il terremoto, che magari poco o nulla sanno di Ulrichs. Difficile si tratti di una provocazione”.

Annunciano comunque che chiederanno la rimozione della targa “abusiva”. La breve commemorazione nel cimitero dell’Aquila, che da anni richiama in città componenti di varie associazioni culturali aderenti al movimento di liberazione omosessuale in Europa, ha avuto il suo culmine con la collocazione, sulla tomba del letterato, di una bottiglia di vino rosso, una torta con il suo nome e una bandiera arcobaleno