L’AQUILA – “Da chi ha indossato anche la fascia del sindaco di una piccola realtà, come ha fatto Pierluigi Biondi a Villa Sant’Angelo per dieci anni, non ci si aspetta che i sindaci siano stati coinvolti poco e tardi su ‘Segni e Voci di Paesaggio’, programma finanziato con 2 milioni di euro nell’ambito del RESTART 2025-2026, del quale il Comune dell’Aquila è soggetto attuatore. E non ci aspetta neanche solo silenzio alle loro legittime rimostranze; la tecnica di ignorare l’avversario per sminuirlo e relegarlo all’irrilevanza è abusata – e purtroppo tollerata – nell’agone politico, ma dovrebbe essere bandita fra sindaci all’interno di quello che si è voluto sponsorizzare come un progetto corale di città territorio”.
Così, in una nota, i consiglieri di opposizione al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane e Paolo Romano, intervengono a seguito del discusso articolo pubblicato da AbruzzoWeb (Qui il link)
Nella nota, tra i vari passaggi, Pezzopane e Romano, in riferimento alle proteste degli amministratori, osservano come “quelli che hanno lamentato una mancanza di condivisione sono stati uomini e donne di coraggio”, anche se in realtà hanno poi inviato diverse smentite in un clima concitato (Qui il link)
“Nella presentazione del progetto a Palazzo Margherita – sottolineano Pezzopane e Romano – la parola chiave è stata ‘insieme’ e, forse, le lamentazioni che si sono registrate attengono proprio a decisioni, poco corali, che ci si è trovati a subire, a cominciare dalla informativa di un cronoprogramma serrato di incontri e dall’avviso che sarà pubblicato tra una ventina di giorni al quale le amministrazioni del cratere sismico dovranno rispondere con un proprio progetto”.
“Biondi forse ha dimenticato che quegli stessi sindaci solo qualche settimana fa hanno dato l’assenso per ottenere in capo alle loro amministrazioni anche la ricostruzione degli edifici di culto e senza che si replicasse il nostro auspicato e più volte proposto tavolo per la ricostruzione del cratere 2009 come luogo permanente di confronto e condivisione con regione, comuni, organizzazioni sindacali e di categoria che in passato aveva dato i suoi frutti; ha dimenticato quanta fatica questi sindaci compiano ad amministrare le loro comunità senza le risorse – umane e materiali – e i mezzi a disposizione del capoluogo, costretti a mantenere anche il proprio lavoro per far quadrare almeno i conti familiari; ha dimenticato che si tratta di uomini e donne che indossano la fascia tricolore tra mille difficoltà, spesso soli, come lo sono stati nella battaglia sul trasporto pubblico locale che proprio in questi giorni sta subendo materialmente l’atto di subconcessione a favore dei privati con gravi ripercussioni per i territori interessati”.
“La città territorio non è quella che fagocita lo spirito combattente delle piccole realtà, è quella che semmai lo rafforza. Quelli che hanno lamentato una mancanza di condivisione sono stati uomini e donne di coraggio. Ma forse è destino che per Biondi gli uomini di coraggio muoiano uccisi da atti di viltà”, concludono.




