L’AQUILA – Sui fondi ai Comuni per la città-territorio, progetto per L’Aquila capitale italiana della cultura 2026, c’è, ed è evidente, il malcontento da parte degli amministratori dell’Aquilano per il mancato coinvolgimento, per la esigua destinazione dei fondi e per il ritardo nella messa in campo delle iniziative. Anzi, sono arrabbiati.

E non è una novità perché è questa l’impostazione data dall’inizio dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI, e dai suoi più stretti collaboratori alla gestione di un evento ricco di risorse, circa 20 milioni, e quindi, si dice, l’edizione più ricca nella storia dell’annuale manifestazione, che nel territorio colpito dal tragico sisma deve sortire come strumento per la definitiva rinascita.

Ma dopo l’inchiesta pubblicata ieri da questo giornale, corredata da alcuni nomi degli scontenti (Qui il link), al termine di una giornata  caotica, fatta di tensioni e nervosismo e anche di minacce di querela nei confronti di Abruzzoweb, in serata è arrivata la smentita sulla nostra  ricostruzione giornalistica, peraltro basata sulle lamentele di tanti amministratori che si lasciano andare e si sono lasciati andare a sfoghi “privati”, probabilmente impauriti da possibili ritorsioni politiche.

Va tutto bene, il quadro fatto da Abruzzoweb non è veritiero, si tratta di “ricostruzioni fantasiose” – hanno spiegato nella nota congiunta firmata, guarda caso, proprio dai sindaci, di centrodestra e centrosinistra, citati da questo giornale – non ci sono problemi con il capo dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, Raffaello Fico, soggetto attuatore dell’iniziativa culturale dedicata ai comuni, finito nell’occhio del ciclone per il ritardo con cui è stato presentato in pompa magna, lo scorso 21 aprile, il progetto “Segni e Voci di Paesaggio”, promosso dall’Usrc e dal Comune dell’Aquila, all’interno dell’intervento L’Aquila Città Territorio, finanziato nell’ambito del Programma Restart 2025-2026 con una dotazione di 2 milioni di euro.

Somma intorno alla quale si è scatenata la polemica visto che un milione sarebbe destinato per iniziative nei Comuni, la seconda metà ad Usrc e al Comune capoluogo d’Abruzzo per una non meglio identificata quota per l’organizzazione.

SMENTITA DI FACCIATA?

Ed allora sorge spontaneo il dubbio che ci si trovi di fronte ad una smentita di facciata, in un certo senso indotta, visto che, ripetiamo, sono molti gli amministratori che storcono il muso e anche tra i firmatari ci sono sindaci che dissentono sull’impostazione verticistica e non inclusiva voluta dal potente sindaco dell’Aquila, destinato ad un futuro politico radioso a livello nazionale, almeno fino al nefasto esito per FdI e per tutto il centrodestra del referendum sulla giustizia.

La nota congiunta di smentita, firmata da 5 amministratori, è stata inviata da Claudio Gregori, sindaco di Barete e segretario provinciale di FdI, che nelle scorse settimane, in una lettera aperta pubblicata da questo giornale aveva lanciato un appello alla politica – anche in questo caso senza sbilanciarsi a fare nomi – a non tradire “il mandato che i cittadini ci hanno affidato”, chiedendo rispetto e onestà (Qui il link). Lo stesso Gregori che da tempo è molto critico con Biondi e la sua azione politica ed amministrativa, e che tra l’altro fa parte della componente interna dei meloniani guidata dal senatore aquilano Guido Liris e dal capogruppo in Consiglio regionale, il marsicano Massimo Verrecchia, corrente che si oppone a quella dell’ex sindaco di Villa Sant’Angelo.

E ancora a firmare la nota, anche amministratori di area centrosinistra, come il sindaco di Gagliano Aterno Luca Santilli, che aveva già inviato una pec; il vicesindaco di Barisciano Roberta Pacifico, anche lei dopo aver mandato un’altra richiesta di rettifica minacciando querele; il sindaco di Barisciano, neanche citato nell’articolo, Fabrizio D’Alessandro, e il sindaco di Fossa Fabrizio Boccabella, probabilmente per conto del vicesindaco Giovanna Colagrande, visto che neanche lui è stato citato.

Ma questo giornale è pronto a raddoppiare e a fare altri nomi di sindaci critici presenti all’evento, tra i quali ci sono quello di Tione degli Abruzzi, Stefania Mariani, quello di San Benedetto in Perillis, Laura D’Abrizio, e di Molina Aterno, Luigi Fasciani.

Sul caso, intanto, sono intervenuti i consiglieri di centrosinistra al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane e Paolo Romano, attaccando
Biondi e parlando di “sindaci coraggiosi” – certo prima di sapere della nota di smentita – in rappresentanza di un’opposizione non sempre efficace e coesa in questa e altre vicende. (Qui il link)

I dubbi nascono dal fatto che, come raccontato dai diretti interessati, più di un amministratore è stato invitato con telefonate piuttosto pressanti partite da Palazzo Margherita, dallo staff di Biondi, a smentire la ricostruzione di Abruzzoweb che ha avuto l’effetto di un mezzo terremoto e ha tenuto molto impegnati gli strateghi ed i comunicatori comunali.

Tra le fonti autorevoli su cui può contare questo giornale, in seno alla squadra del potente sindaco c’è chi racconta anche che Biondi, molto contrariato, avrebbe coordinato l’operazione smentita dalla Spagna, dove è in vacanza privata con la moglie, Elisa Marulli, responsabile del servizio Comunicazione della Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

La pressione ha sortito però l’effetto di convincere solo i protagonisti segnalati da Abruzzoweb.

Comunque i sindaci del cratere si rivedranno martedì 28 aprile a Fossa, nella sede dell’Usrc, alla presenza di Fico, in una riunione convocata dal sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio, coordinatore dei Comuni del cratere, che a differenza dei suoi colleghi non ha smentito la ricostruzione, ed anzi era anche assente, non a caso, al fastoso evento dei giorni scorsi. Questo perché, secondo quanto si è appreso, molto critico con Usrc e Biondi,  e quindi “sostituito” dal suo vice, il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi.

Ma vale la pena raccontare altri dettagli della campale giornata di ieri a Palazzo Margherita e dintorni, forse perché l’inchiesta di Abruzzoweb è coincisa con le ore decisive per la presentazione delle liste nei molti comuni al voto nell’Aquilano.

I RETROSCENA

Ed allora ieri sera, al termine di una giornata convulsa, agitata da un inatteso terremoto politico che ha scatenato insistenti chiamate e la frenetica produzione di note congiunte, senza quindi la volontà di nascondere nervosismi, si è palesato il malcontento tra i sindaci che però, per timore di ritorsioni, si sono visti costretti a esprimerlo solo nei corridoi o nei capannelli lontani dai riflettori.

Una forte reazione emotiva quella generata dall’articolo pubblicato da AbruzzoWeb che ha raccontato delle proteste – sempre e solo sottotraccia – a margine della presentazione del progetto.

Come riferito da questo giornale, diversi sindaci e amministratori hanno lamentato come, a differenza dei buoni propositi dichiarati rispetto al programma che prevede la realizzazione di opere pubbliche site-specific diffuse, “generate attraverso processi partecipativi che coinvolgono comunità locali, istituzioni culturali, associazioni e artisti”, un coinvolgimento reale non ci sia mai stato, visti i tempi e, quindi, hanno protestato per il pesante ritardo.

A coordinare il profluvio di smentite, secondo quanto appreso, il sindaco dell’Aquila Biondi. Riunioni a distanza che hanno coinvolto anche il capo della comunicazione del Comune dell’Aquila, stretta collaboratrice del sindaco e principale referente per L’Aquila Capitale della Cultura, Alessia Di Giovacchino, nonché il titolare dell’Usrc Raffaello Fico, che con il suo staff è stato il primo a finire sul banco degli imputati.

Lo stesso Fico ha convocato una riunione con Salvatore Provenzano, titolare dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila (Usra), anche per valutare querela nei confronti di questo giornale, in particolare per la menzione della moglie Emanuela Ferrini, ingegnere, dirigente e componente dello stesso saff, presente all’evento, così come i sindaci citati da AbruzzoWeb nell’articolo, che lo hanno ribadito, nero su bianco, prima con note inviate dai vari indirizzi e poi con un comunicato congiunto.

Amministratori bipartisan, di centrodestra e centrosinistra, che si affrettano a dichiararsi “perfettamente in linea con il progetto” e a ringraziare Biondi e Fico per aver “sempre garantito ascolto e attenzione alle esigenze dei Comuni” e “sostanza alla visione di ‘città-territorio'”.

Ma secondo quanto emerso, a differenza di quanto dichiarato nelle note ufficiali di smentita, lo stesso Fico sarebbe apparso amareggiato, considerando che il problema del ritardo per l’attuazione del progetto esiste, confidando ai suoi che temeva questa uscita pubblica, seppur non diretta.

Certo è che solo una ventina di amministratori hanno partecipato, nei giorni scorsi, alla presentazione del progetto che coinvolge 61 comuni, di cui 56 del Cratere e 5 interclusi.

SINDACI DI PESO ASSENTI

Inoltre, tra le assenze di peso – oltre al già citato coordinatore dei Comuni del cratere, il sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio, quelle del sindaco di Navelli, Paolo Federico, di Fontecchio, Sabrina Ciancone, di San Pio delle Camere, Pio Feneziani, di Santo Stefano di Sessanio Fabio Santavicca, di Acciano, Fabio Camilli.

A tal proposito, l’assenza di Anastasio sarebbe sintomatica proprio della non condivisione del progetto, tanto che ha convocato, per martedì prossimo a Fossa, il tavolo di coordinamento dei sindaci, per parlare di alcune faccende importanti relative ai fondi terremoto e anche di questo programma, alla presenza di Fico.

Alla base della non condivisione, oltre ai ritardi, il fatto che per il progetto sarebbero stati messi in preventivo 2 milioni di euro ma, di questi, un milione è stato dirottato per una non meglio precisata organizzazione, e quello rimasto dovrebbe essere distribuito tra gli oltre 50 comuni, una somma che viene considerata irrisoria per la città-territorio guidata dalla Capitale italiana della Cultura più ricca, con una disponibilità economica di 16 milioni.

 

Di seguito, come richiesto, le note di smentita integrali.

 

Nota congiunta: in riferimento all’articolo pubblicato da AbruzzoWeb sul progetto “L’Aquila Città-Territorio”, i sindaci firmatari smentiscono la ricostruzione proposta, che non rappresenta il clima né il merito del confronto in corso

Il percorso avviato rappresenta un’opportunità concreta per i territori coinvolti, perché consente ai Comuni di essere parte del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, valorizzando borghi, comunità, patrimonio culturale e vocazioni locali.
Ribadiamo piena fiducia nel lavoro del titolare dell’USRC, Raffaello Fico, che ha sempre garantito ascolto e attenzione alle esigenze dei Comuni, e ringraziamo il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, per aver dato sostanza alla visione di “città-territorio”.

Una visione dimostrata in tante occasioni concrete: dagli incontri a Roma con la Ragioneria generale dello Stato al lavoro sui fondi Restart, fino alle iniziative pubbliche condivise.

I sindaci firmatari sono perfettamente in linea con il progetto che si sta portando avanti e sono pronti a partecipare e a concorrere attivamente alla sua piena riuscita, nell’interesse delle rispettive comunità e dell’intero territorio. La fase partecipativa inizia proprio ora e quindi non si capisce come si possa affermare che i comuni siano stati esclusi.

Per queste ragioni, attribuire ai sindaci un fronte di protesta significa offrire una ricostruzione fantasiosa e lontana dalla realtà dei fatti.

I firmatari diffidano inoltre la testata dal riportare notizie non vere e dal fare riferimento a nomi e posizioni senza avere preventivamente interpellato i diretti interessati.

Claudio Gregori, Luca Santilli, Fabrizio Boccabella, Roberta Pacifico, Fabrizio D’Alessandro.

Nota di Claudio Gregori

“Non ho partecipato alla conferenza stampa e ci tengo a precisare che non ho espresso nessuna critica rispetto al progetto. Ha partecipato il mio capo gruppo Vincenzo Sciarra che è stato molto entusiasta e in Comune abbiamo già costituito il gruppo di lavoro. Il coinvolgimento delle Amministrazioni comunali è parte integrante di una strategia condivisa, condizione necessaria e imprescindibile per la buona riuscita di un programma importante e in continua evoluzione nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura. Io personalmente non ritengo ci siano stati ritardi o uno scarso coinvolgimento da parte di Usrc e Comune dell’Aquila, che evidentemente hanno lavorato in sinergia e a garanzia dell’intero territorio. Come amministratori siamo sempre disponibili a collaborare e ad offire il nostro contributo a beneficio delle comunità”:

Nota di Roberta Pacifico: in riferimento all’articolo pubblicato in data odierna dal titolo “USRC e Comune celebrano L’Aquila città territorio, ma insorgono sindaci: coinvolti poco e tardi”, si rappresenta quanto segue.

La sottoscritta Roberta Pacifico, in qualità di Assessore del Comune di Barisciano, smentisce formalmente quanto riportato nell’articolo nella parte in cui il proprio nome viene associato a valutazioni o dichiarazioni che non corrispondono alle effettive intenzioni espresse.

Si evidenzia che il contenuto pubblicato risulta fuorviante e lesivo, in quanto attribuisce alla sottoscritta una rappresentazione non veritiera della propria espressione, con conseguente possibile danno all’immagine personale e dell’Amministrazione comunale.

Pertanto, con la presente, si richiede l’immediata pubblicazione di una rettifica, con adeguata evidenza, ai sensi della normativa vigente in materia di diritto di rettifica, riportando integralmente la presente comunicazione o un suo estratto fedele.

In difetto di riscontro tempestivo, ci si vedrà costretti a tutelare i propri diritti e interessi nelle sedi opportune, anche attraverso azioni legali a tutela dell’onorabilità e della correttezza dell’informazione.

Si resta in attesa di un sollecito riscontro.

Distinti saluti

L’Assessore
Roberta Pacifico

Nota di Luca Santilli