L’AQUILA – “Ci avete messo davanti al fatto compiuto senza interpellarci e coinvolgerci nella stesura del progetto sull’Aquila Capitale della Cultura che vede protagonisti i sindaci. Vogliamo ricordare che è un evento nazionale ed internazionale in cui si celebrano i territori e le comunità”.
Un coro di protesta che si è alzato a margine della presentazione in pompa magna del progetto “Segni e Voci di Paesaggio”, promosso dall’Usrc, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, e dal Comune dell’Aquila, all’interno dell’intervento L’Aquila Città Territorio, finanziato nell’ambito del Programma Restart 2025-2026 con una dotazione di 2 milioni di euro.
Ad animare le polemiche diversi sindaci e amministratori, pur preferendo non uscire allo scoperto per timore di ritorsioni, che hanno lamentato come, a differenza dei buoni propositi dichiarati rispetto al programma che prevede la realizzazione di opere pubbliche site-specific diffuse, “generate attraverso processi partecipativi che coinvolgono comunità locali, istituzioni culturali, associazioni e artisti”, un coinvolgimento reale non ci sia mai stato, visti i tempi e, quindi, hanno protestato per il pesante ritardo.
A finire sul banco degli imputati, in particolare, il titolare dell’Usrc Raffaello Fico, e il suo staff, del quale, tra gli altri, fa parte la moglie Emanuela Ferrini, ingegnere, presente all’evento, che hanno lavorato a questo progetto come soggetti attuatori.
“La parola chiave di questo progetto è ‘insieme'” ha detto Fico, ma il disappunto sta nel fatto che l’Usrc avrebbe presentato il famoso “piatto pronto”, senza riunioni preliminari, in un incontro ufficiale al quale hanno partecipato, oltre a diversi amministratori, lo stesso titolare Usrc, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, responsabile Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, e Agostino Riitano, manager culturale Usrc.
All’evento, tra l’altro, non era presente il coordinatore dei Comuni del cratere, il sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio. C’era invece il suo vice, il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi. Tra i presenti anche il coordinatore della struttura di missione Sisma 2009, Mario Fiorentino, e il suo collaboratore, l’abruzzese Rocco Micucci, ex sindaco di Rapino (Chieti), nonché il capo della comunicazione del Comune dell’Aquila, stretta collaboratrice del sindaco e principale referente per L’Aquila Capitale della Cultura, Alessia Di Giovacchino. A moderare l’evento il caporedattore de Il Capoluogo Eleonora Falci.
I mugugni sono stati espressi durante l’evento ma non sono emersi nei resoconti di comunicazione che hanno invece celebrato il successo dell’ operazione: “Coinvolgiamo 61 comuni, di cui 56 del Cratere e 5 interclusi. La progettazione partecipata rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro, perché consente a ogni comunità di contribuire attivamente e di costruire un legame ancora più profondo tra le persone e i luoghi in cui vivono, dando vita a una rete culturale diffusa”, si legge in uno dei passaggi della nota inviata alle redazioni giornalistiche a margine dell’evento.
Secondo quanto si è appreso, Fico e soci avrebbero concordato il programma con il potente sindaco Biondi e con i suoi più stretti collaboratori, coloro intorno ai quali fin dall’inizio si è concentrato il potere decisionale su questo evento di grande rilievo.
In tal senso, non è la prima volta che viene fuori la problematica dell’accentramento decisionale, anzi dell’esclusione del territorio, in una logica in cui il protagonista è l’ex sindaco di Villa Sant’Angelo, proiettato verso il Parlamento, nonostante le conseguenze politiche della vittoria del No al referendum sulla giustizia che hanno messo in forte difficoltà il governo del premier Giorgia Meloni, amica di vecchia data di Biondi, ed eletta proprio nella circoscrizione L’Aquila-Teramo.
Tra i sindaci che si sarebbero lamentati nel corso dell’evento – anche se il malcontento sarebbe generale tra gli oltre 50 Comuni coinvolti -, secondo quanto emerge da quanto raccontato a questo giornale, il sindaco di Gagliano Aterno Luca Santilli, l’assessore al Comune di Barisciano Roberta Pacifico, il vicesindaco di Fossa Giovanna Colagrande, sindaco e vicesindaco di Barete Claudio Gregori e Stefano Del Papa, il primo segretario provinciale di FdI.
Da quanto riferito, si starebbero avviando adesso gli incontri sui territori delle diverse aree omogenee ma gli amministratori lamentano il ritardo nella condivisione del progetto di cui, altra nota dolente, non gestiscono praticamente nulla. A febbraio, inoltre, sarebbe stato annunciato lo stanziamento di un budget per coinvolgere le associazioni presenti nei comuni che, non avendo strutture, vedono ulteriormente restringersi i tempi considerando che il lavoro dovrà essere terminato entro ottobre.
Il cronoprogramma del progetto prevede, infatti, una serie di appuntamenti territoriali che prenderanno avvio lunedì 27 aprile, dalle ore 9 alle 12, a Cugnoli, con i Comuni delle aree omogenee 4, 5 e 9. La giornata di giovedì 7 maggio sarà articolata in due momenti distinti: al mattino, dalle ore 9 alle 12, a Colledara, con i Comuni dell’area omogenea 3, e nel pomeriggio, dalle ore 15 alle 18, a Montereale, con i Comuni dell’area omogenea 2.
Il ciclo di incontri proseguirà venerdì 8 maggio, dalle ore 9 alle 12, a San Demetrio Ne’ Vestini, con i Comuni delle aree omogenee 6, 7 e 8, per concludersi lunedì 18 maggio, dalle ore 9 alle 12, con l’incontro plenario finale rivolto a tutti i Comuni.
Entro metà maggio è inoltre prevista la pubblicazione degli avvisi a cui i Comuni potranno rispondere per ottenere il finanziamento, passaggio che consentirà di entrare nella fase operativa del programma, dopo la definizione delle linee progettuali emerse dal confronto con i territori.





