L’AQUILA – Una struttura di ricerca unica “che ha fatto avanzare la scienza e la tecnologia attraverso lo studio di processi fondamentali per la comprensione dell’universo e grazie alla realizzazione di esperimenti d’avanguardia a livello mondiale”.

Così il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Fernando Ferroni, ha presentato i Laboratori del Gran Sasso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia di celebrazione del trentennale dalla nascita.

Sull’istituto, Ferroni ha illustrato che è articolato in “20 sezioni e 4 laboratori nazionali. Ha personale proprio, 2 mila persone con oltre 600 ricercatori, ma utilizza anche figure professionali fornite dalle università – ha snocciolato – Nel budget c’è una relativa stabilità del finanziamento ministeriale e una capacità crescente di attirare fondi esterni”.

“Le ricerche Infn sono guidate dalla curiosità del personale, dal Gran Sasso al Cern di Ginevra a Pisa dove sono state scoperte le onde gravitazionali – ha aggiunto Ferroni – Non è un ente di cervelli in fuga, manda i giovani all’estero per fare esperienza, ma ha grande capacità di richiamarli, con un recente concorso per 73 ricercatori di cui il 35% di ritorno”.

Il presidente ha poi ricordato come nel 2017 sia stata “osservata la fusione di stelle di neutroni che ha mandato numerosi segnali, non solo in termini di onde gravitazionali, e Marica Branchesi è stata citata tra i top 10 scienziati da Nature. Il Laboratorio – ha rimarcato – è leader per la ricerca della materia oscura e per tentare di verificare l’ipotesi di Majorana sulla natura del neutrino”.

Infine, il “rapporto proficuo con il territorio: ci siamo meritati il rispetto, ma gli enti hanno sempre fornito il supporto e l’Infn ha fatto nascere e portato all’indipendenza del Gran Sasso Science Institute, scuola di dottorato in fisica astroparticellare, matematica applicata, informatica e scienze sociali e studi urbani”. (alb.or.)