ROMA – L’affitto torna a pesare come uno dei principali motori della povertà in Italia.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat, nel 2024 oltre un milione di famiglie in povertà assoluta vive in affitto, pari al 22,1 per cento del totale, in aumento rispetto al 21,6 per cento del 2023.

Il disagio è più diffuso tra i nuclei con figli minori, dove l’incidenza della povertà raggiunge il 32,3 per cento.

Ma anche tra i giovani adulti e i lavoratori autonomi a basso reddito si registra un peggioramento.

L’Istat evidenzia come la casa rappresenti ormai il principale elemento di vulnerabilità economica, aggravato da salari fermi e costi dell’abitare in crescita.

Il fenomeno interessa in modo trasversale Nord e Sud, ma assume tratti più critici nelle grandi città, dove la scarsità di alloggi accessibili e l’erosione del potere d’acquisto hanno reso più precaria la condizione di molte famiglie.

Complessivamente, circa 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta.

L’Istituto avverte che “senza un piano organico per il sostegno all’affitto e l’ampliamento dell’edilizia pubblica, la frattura sociale è destinata ad approfondirsi”.