L’AQUILA – Tre scienziate del GSSI – Gran Sasso Science Institute dell’Aquila sono alla guida di altrettanti progetti di ricerca finanziati nell’ambito del bando PRIN 2026, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Marica Branchesi (Fisica), Simona Iammarino (Scienze Sociali) e Alessia Nota (Matematica) coordinano partenariati di ricerca che hanno ottenuto finanziamenti superiori a 1 milione di euro ciascuno, coinvolgendo importanti università e centri di ricerca italiani.

I tre progetti affrontano alcune delle grandi sfide scientifiche del nostro tempo: lo sviluppo del futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali Einstein Telescope, la dipendenza economica dalle materie prime critiche, e le basi matematiche necessarie a comprendere la dinamica dei plasmi e a sviluppare strumenti per la ricerca sulla fusione nucleare.

Il GSSI ha un ruolo di rilievo anche nel progetto CERCO-GEMME, per il quale Manuel Arca Sedda (Fisica) è vice responsabile scientifico: a partire dalle osservazioni dei rivelatori di onde gravitazionali LIGO, Virgo e KAGRA, il progetto, finanziato con oltre un milione di euro, indagherà sulle peculiarità di massa e rotazione dei buchi neri coalescenti.

Il bando PRIN sostiene progetti triennali di rilevante interesse nazionale realizzati attraverso partenariati tra più istituzioni. Si tratta di iniziative che, per complessità e obiettivi, richiedono una collaborazione strutturata tra più centri di ricerca, guidati da un responsabile scientifico (principal investigator).

“In aggiunta ai tre progetti PRIN guidati da ricercatrici GSSI, l’istituto aquilano”, si legge in una nota, “figura tra i partner di CERCO-GEMME – Constraining the Evolutionary Roads to Compact Objects with Gravitational-wave Emission and Multi-Messenger Events. Il professor Manuel Arca Sedda, dell’area di Fisica del GSSI, è il vice principal investigator e capo di una delle unità di ricerca del progetto. CERCO-GEMME costruirà simulazioni di buchi neri coalescenti e di sistemi binari di stelle, veri e propri “universi sintetici” direttamente confrontabili con le osservazioni sperimentali. L’obiettivo finale è capire quali processi regolano la vita e la morte delle stelle massicce e quali percorsi conducono alla formazione dei buchi neri”.