L’AQUILA – “La stampa non c’entra niente. E’ stata solo la cassa di risonanza fedele delle istanze degli imputati e dei contenuti della riunione”.
Questa la posizione del pm Fabio Picuti sul ruolo dei mass media nei giorni precedenti al sisma del 6 aprile 2009, cui ha dedicato l’ultima parte dell’udienza prima della pausa pranzo e una buona metà della parte pomeridiana, oltre che, come ha svelato, “30 pagine della requisitoria scritta” nel processo alla commissione Grandi rischi.
Il pm è partito dalla discussa intervista dell’imputato Bernardo De Bernardinis divenuta famosa per la risposta alla domanda sulla possibilità di bere un bicchiere di vino, “un Montepulciano di quelli doc”, piuttosto che preoccuparsi delle scosse.
Un segnale di rassicurazione che le difese hanno tentato di confutare portando alla luce il fatto che sia stata rilasciata prima della riunione.
“E’ circostanza irrilevante ai fini del giudizio di responsabilità verso gli imputati – ha sbottato però Picuti – il fatto che il professor De Bernardinis abbia detto quelle parole prima della riunione, perché altro non sono se non il manifesto dell’esito della riunione Cgr. L’intervista non dice niente di più, niente di meno e niente di diverso di quello che poi è stato detto nel corso della commissione”.
Picuti ha poi preso di mira la deposizione di Franco Gabrielli, ex prefetto del capoluogo e successore di Guido Bertolaso alla guida della Protezione civile, che parlò di “effetto perverso” nella veicolazione dell’informazione riferendosi al quotidiano Il Centro che aveva riportato le dichiarazioni ma non aveva svelato il particolare dell’intervista resa prima della riunione.
“Il Centro che distorce le notizie ha il nome e cognome di Giustino Parisse (caporedattore dell’Aquila che ha perso due figli e il padre nei crolli, ndr), che il 31 ha tenuto aperto la pagina fino a che non sono arrivate notizie sull’esito della Cgr. Dopo dice di aver mutato le proprie abitudini”, ha ricordato il procuratore.
“Se Gabrielli avesse portato a esempio non Il Centro ma qualunque altro giornale mi sarei astenuto – ha proseguito – ma non posso esimermi dal dire quanto sia paradossale, per quanto vera, l’affermazione di Gabrielli. Cita un articolo riferibile a Parisse, che diventa il paradosso di se stesso perché distorce l’informazione e lui stesso ne diventa vittima: prima della Cgr udiva le scosse e usciva di casa, dopo aver distorto l’informazione rimbocca le coperte dei suoi figli, condannandoli a morte”.
Continuando sulla dialettica del paradosso, ha aggiunto che “se nella sentenza si dirà che l’intervista è precedente alla riunione e quindi gli imputati sono innocenti sarò curioso di leggere la posizione di Giustino Parisse: dovrò iscriverlo per omicidio colposo?”.
Il pm ha poi fatto altri esempi di familiari delle vittime del sisma che hanno visto l’intervista e se ne sono accorti che era stata resa prima, ma cionondimeno sono stati lo stesso tranquillizzati. Tra questi l’avvocato Maurizio Cora, che ha perso la moglie e le due figlie: “‘Aspettavamo notizie dalla Cgr come la manna’ ha detto nella deposizione, questo è un simbolo”, ha detto Picuti.
“Il 30 ha fatto uscire la figlia con 39 di febbre, la sera del 5 aprile con la figlia in salute sono rimasti a casa. Perché lo hanno rassicurato”, ha concluso.






