TERAMO – Sono riprese stamane poco dopo le 7.30 le operazioni di recupero della salma di un alpinista morto ieri sul versante teramano del Gran Sasso.
L’uomo è precipitato per alcune centinaia di metri mentre, insieme ad altri due compagni, intorno alle 18.30 era impegnato nel percorso di avvicinamento alla via Martina, che sale sulla parete Est della vetta orientale del Corno Grande.
I compagni di scalata hanno immediatamente allertato, tramite il 118, il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico dell’Abruzzo, che ha inviato sul posto i tecnici della stazione di Teramo.
L’ESCURSIONISTA E’ UN TRENTENNE PESCARESE, ANTONIO MORRONE
TERAMO – L’escursionista deceduto sul versante teramano del Gran Sasso è un pescarese di 30 anni, Antonio Morrone.
Recuperato dal soccorso alpino, il corpo è stato portato a Prati di Tivo (Teramo).
A causa della sopraggiunta oscurità, le operazioni per il recupero del corpo – dopo avere messo al sicuro i due superstiti anche con un elicottero del 118 – erano state sospese e riprese stamattina.
Secondo quanto si è appreso, nessuno dei tre componenti della cordata era legato agli altri.
LA VITTIMA PRECIPITATA A QUOTA 2.400 METRI
TERAMO – L’incidente è avvenuto a quota 2.400 metri. Mentre i tre salivano per andare a bivaccare in un posto e affrontare oggi la “via Martina”, di difficoltà “sostenuta”, in un ambiente con oltre mille metri di parete.
I tre procedevano uno alla volta per recarsi verso un canalino; dopo il primo passaggio, è toccato a Morrone che, però, non ce l’ha fatta ed è stato visto dal terzo di cordata, rimasto sotto, precipitare assieme a dei grandi massi.






