PESCARA – “Con la Lega condividiamo una insoddisfazione, e una visione della coalizione che diverge da quella del presidente Marco Marsilio. Il problema esiste, e Marsilio dovrebbe chiedersi perché due alleati storici non la pensino affatto come lui. La prima volta che accade, e questo dispiace molto”.
A due giorni dalla conclusione della partita della giunta regionale, si mette male per Marsilio, di Fratelli d’Italia, riconfermato presidente per lo storico secondo mandato, che deve prendere una decisione entro martedì sera, considerando la convocazione del primo consiglio regionale per il 10 aprile: contattato da Abruzzoweb, di ritorno da una ristoratrice passeggiata domenicale in montagna, Nazario Pagano, segretario regionale di Forza Italia, deputato e presidente commissione affari costituzionali, conferma l’asse con la Lega del segretario regionale Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato all’Agricoltura.
Le parole di Pagano, di fatto aprono la crisi prima ancora che il secondo governo regionale del centrodestra abbia inizio, mentre la lega ancora non commenta e anche in Fratelli d’Italia le bocche sono ben cucite.
Lo scoglio, gigantesco da circumnavigare, per evitare lo scontro, fino alla clamorosa minaccia di un appoggio esterno, come sarebbe emerso dall’incontro a Pescara tra Pagano e D’Eramo e i consiglieri eletti dei due partiti, è la ferma intenzione di Marsilio di attribuire un solo assessorato a Forza Italia, e uno alla Lega, per dare, oltre ai tre posti in giunta a Fdi, primo partito con il 24,1% e 8 consiglieri eletti, l’unico assessorato esterno alla lista del presidente, che ha preso il 5,7% ed eletto due consiglieri, a vantaggio della non rieletta Nicoletta Verì, assessore alla Salute uscente, ed ex leghista. E anche il posto di sottosegretario di giunta a Noi Moderati, che ha preso il 2,6%, per Marianna Scoccia, sindaco di Prezza, che sarebbe tra l’altro pronta a passare a Fdi.
Ipotesi inaccettabile, per sia per gli azzurri che per i salviniani, e in particolare per Forza Italia, a cui nei piani di Marsilio bastano e avanzano un solo assessorato e la presidenza del Consiglio, nonostante abbia preso 77.841 voti, pari al 13,4% eleggendo quattro consiglieri. Ottenendo insomma anche meno della passata legislatura, quando Fi con 54.223 voti, pari al 9%, e tre consiglieri eletti, portò a casa un assessorato, la presidenza del consiglio e anche un posto da sottosegretario di giunta. Mentre Fi vuole un secondo assessorato, e la Lega, che ha preso il 7,5%, e deletto due consiglieri, pretende in aggiuta almeno un posto da sottosegretario di giunta. E a fare un passo indietro devono essere dunque la lista del presidente e Noi moderati.
“Vediamo che accadrà martedì, la nostra posizione è molto chiara, il pallino in mano ce l’ha ora Marsilio, è lui che fa i decreti di nomina”, aggiunge Pagano.
Che poi ribadisce il concetto: “la coalizione è composta da tre partiti storici, Fdi, Fi e Lega, che sono strutturati, condividono un progetto politico, in Abruzzo e in Italia. E non si può mettere sullo stesso piano una lista, quella del presidente, che è nata in occasione dell’appuntamento elettorale”, a cui Marsilio appunto vuole assegnare un assessorato.
“A chi poi vuole dare questo assessorato – tiene però a precisare Pagano – non è il punto, mai parlato di Nicoletta Verì, ma lo ripeto, non siamo la stessa cosa della lista del presidente, non si può paragonare ai partiti nazionali, e questo lo ha detto D’Eramo in occasione della prima riunione a Pescara, e io non posso che essere d’accordo”.
“Tajani ovviamente condivide la nostra posizione, e non poteva essere che così – prosegue Pagano -. E’ indubitabile che Fdi è il primo partito, ma questo a maggior ragione ti deve far assumere la responsabilità di garantire la tenuta della coalizione, responsabilità che noi con il presidente Silvio Berlusconi ci siamo assunti, quando eravamo il primo partito della coalizione”.
Anche la Lega, che nel 2019 ottenne il 27,5% con dieci consiglieri eletti e quattro assessori, mostrando maggiore considerazione per Fdi, che invece ottenne solo il 6,49%, non si accontenta ora di un solo assessorato e del contentino della sola vicepresidenza di giunta, che potrebbe andare di nuovo, nel segno della continuità, ad Emanuele Imprudente, rieletto con oltre 7mila preferenze, e con l’affronto di riassegnare la Sanità a Verì che all’ultimo momento ha abbandonato il carro della Lega, per salire su quello di Marsilio.
Il patto tra Pagano e D’Eramo segue il primo summit del centrodestra che ha visto Pagano abbandonare il tavolo in segno di protesta per la insufficienza delle posizioni offerte dal governatore, mentre al contrario per FdI, di gran lunga partito più forte della coalizione con il 24,10%, per bocca del coordinatore abruzzese, Etel Sigismondi, si sarebbe trattato di un incontro dai toni sereni dal carattere interlocutorio. Filippo Tronca







