CHIETI – “Una bella serata, molto interesse, molta attenzione, molte domande, un clima costruttivo e familiare”, a conferma che “la Lega che approfondisce e propone è anche una Lega che attrae”. “Litigi, campanilismi, battibecchi, possiamo lasciarli agli altri”.
Al di fuori del suo collegio elettorale in Abruzzo, nella comfort zone della Basilicata partecipando ad un evento politico, il parlamentare abruzzese Alberto Bagnai fa un complimento alla coesione e alla produttività del Carroccio.
Peccato che il big nazionale della Lega, di origini toscane e che abita a Roma, nel “suo” Abruzzo è coinvolto politicamente nella profonda spaccatura e nella guerra di correnti che con il flop alle recenti elezioni amministrative hanno fatto diventare il partito una vera polveriera. Tanto che i vertici, a cominciare dal coordinatore regionale, il pescarese Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Consiglio regionale e presidente della prima commissione Bilancio, sono stati chiamati a rapporto a Roma dalla Dirigenza nazionale, in un summit saltato giovedì scorso che è stato ricalendarizzato oggi pomeriggio. E c’è chi assicura che non sarà, per nessuno dei partecipanti, una passeggiata di salute. Un confronto che arriva a meno di una settimana dalla Direzione regionale che si è svolta a Pescara, in cui sono volati gli stracci tra l’ala aquilana e quella di Pescara e Chieti.
Tornando a Bagnai, il deputato risulta perfetto nelle dichiarazioni a casa di altri, meno tra le mura di casa, visto che la provincia più conflittuale è proprio quella di Chieti, suo collegio elettorale nel quale il responsabile nazionale economico salviniano è stato confermato in parlamento nel settembre 2022 nel collegio blindato per un secondo mandato, dopo quello da senatore nel 2018, anche in quel caso eletto in Abruzzo, nel collegio plurinominale.
È in questo territorio che brucia di più il flop della Lega, visto che l’emblema del passo falso è il comune di Ortona dove i salviniani, a fronte di dichiarazioni ottimistiche alla vigilia del voto, hanno conseguito un imbarazzante 3,12%, pari a 384 preferenze a sostegno del candidato sconfitto al ballottaggio Nicola Fratino, contro il neo sindaco di Fdi Angelo Di Nardo, con zero consiglieri eletti. Con la Lega, che non si sa per quale motivo, tra i due candidati di centrodestra, ha scelto il perdente. E dire che in campagna elettorale il leader nazionale, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha anche fatto tappa in Abruzzo per portare il suo sostegno.
Il risultato ha smentito i pronostici trionfalistici pronunciati da D’Incecco, in sella dall’ottobre scorso come capo della Lega in Abruzzo al posto del sottosegretario all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo, avvicendato su decisione di Roma formalmente per separare compiti politici da ruoli di governo, nel merito per i numerosi abbandoni di consiglieri regionali, anche su regia del presidente della Regione, Marco Marsilio, di FdI, e le continue polemiche interne ed esterne.
Un risultato che ha smentito soprattutto le previsioni di quel Maurizio Bucci, da circa due anni e mezzo coordinatore provinciale di Chieti, presidente Ater di Lanciano in quota Carroccio, e sindaco di Gamberale, finito sul banco degli imputati per buona parte della base leghista.
Infatti, nei confronti del noto commercialista si registrano oltre alle accuse per la disfatta elettorale e per i magri risultati, anche il flirtare con il gruppo legato all’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, di Fratelli d’Italia, tra i più votati alle regionali nel collegio con circa 10mila preferenze e grande nemica dell’altro consigliere regionale meloniano Nicola Campitelli, anche lui molto votato con circa 8mila preferenze, un ex dirigente del Carroccio e quindi in passato amico di Bucci.
Intanto, in questa provincia emergono retroscena e particolari che parlano di dirigenti provinciali con i nervi a fior di pelle intenti ad accusare “sabotatori esterni” e “carbonari interni” tra gli iscritti, a dimostrazione di come Abruzzoweb abbia colpito nel segno nel raccontare in un articolo la conflittuale, meglio dire rissosa, situazione che vive la Lega a Chieti.
E in questo senso è ancora protagonista Bucci, del quale spicca un’altra perla: dopo che questo giornale ha pubblicato i mal di pancia dei simpatizzanti chietini sul risultato negativo e sulla sua vicinanza politica a Magnacca, assessore regionale in caduta libera nel consenso in seno alla Giunta e alla maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale, si è scagliato contro questo giornale, sfogandosi nella chat interna dei salviniani, con diverse centinaia di iscritti, senza però trovare più di tanto solidarietà e reazioni pubbliche di apprezzamento e solidarietà.
“Mi hanno telefonato in tanti stamattina per un pezzo – ha scritto Bucci -, che definirlo articolo è un complimento per il soggetto (e non aggiungo altro) che lo ha scritto e per chi glielo ha commissionato. Ovviamente è tutto fantasiosamente inventato e non merita nemmeno una risposta da parte mia. Però nella nostra chat interna credo sia giusto che io lo affermi. So benissimo che un secondo dopo, questo mio messaggio sarà girato al di fuori della chat, ma non me ne curo. Coloro che insinuano con attività ‘carbonare’ continueranno a brancolare nel buio, io continuerò ad andare a testa alta e sicuro che, come sempre, agirò sempre e solo alla luce del sole e nell’interesse del nostro partito”.
Una presa di posizione debole nella quale si conferma la grande conflittualità e il clima infuocato nel Carroccio e sulla quale questa testata si riserva di verificare eventuali azioni per tutelare la propria immagine.
Mette in dubbio, insomma, Bucci, la moralità e la correttezza di questo giornale e del suo direttore, che sarebbe eterodiretto – in questo senso, secondo il potente segretario provinciale, a cui D’Incecco ha dato carta bianca nella manovre politiche e nella libertà di offendere organi di stampa che lavorano onestamente dando voce a tutti – e tal proposito, l’indiziato numero uno è il sottosegretario D’Eramo, suo amico ed uomo che lo ha voluto a capo della segreteria provinciale ai tempi in cui il personaggio forte era l’allora consigliere regionale Sabrina Bocchino, attuale vice segretario regionale salviniano.
Bucci, anacronisticamente, si abbandona ad opinioni su un mestiere che lui non conosce, smentendo goffamente quello che invece è stata un semplice cronaca documentata, anche se per deontologia non sono state rivelate le fonti, che confermano le reiterate e pesanti accuse alla conduzione del partito chietino da parte di Bucci.
Proprio Bucci viene a fare lezioni di stile e correttezza ad una entità che è super partes in questa partita, forse per nascondere il deludente risultato elettorale recente che segue quello delle regionali del 2024: e nonostante tutto, nell’ambito dello spoil system, ha ottenuto con una nomina squisitamente politica, da commercialista e senza esperienze specifiche in politiche di edilizia popolare, la presidenza dell’Azienda regionale per l’edilizia territoriale.
Questo giornale ha poi riferito che il malcontento nei confronti di Bucci verrebbe espresso anche nel gruppo leghista al Comune di Chieti, guidato dai consiglieri Mario Colantonio e Fabrizio Di Stefano, ma senza dichiarazioni di questi ultimi. Colantonio ha smentito tassativamente, sempre nella chat leghista, questa ricostruzione, e contattato da Abruzzoweb, ha sbattuto il telefono in faccia al cronista, non mancando di accusare ulteriormente questo giornale di non pubblicare i suoi comunicati stampa, che però non risultano essere stati mai ricevuti.
I vertici del partito, oggi a Roma, dovranno dare spiegazioni sul flop di Ortona, come pure di quello di Sulmona, dove la Lega ha preso il 4,17%, pari a 503 voti in appoggio al candidato del centrodestra vincente Luca Tirabassi, anche qui senza eleggere consiglieri. L’appuntamento a Roma era per giovedì scorso, ma è poi è stato posticipato a oggi, da parte del vice segretario nazionale Claudio Durigon, che è anche sottosegretario al Lavoro.
D’Incecco, martedì scorso, ha invece convocato la riunione del coordinamento regionale, la seconda da quando è in carica, che si è risolta in quattro ore di litigi e risse verbali, in particolare tra l’area pescarese di D’Incecco, e quella aquilana, del sottosegretario all’Agricoltura D’Eramo, ex coordinatore, e del vicepresidente di giunta con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente.
Davanti a questo scenario, Bagnai “litigi, campanilismi, battibecchi”, li lascia ad altri. Bucci se la prende con questa testata. Non c’è dubbio che la analisi del voto sia stata di grande livello, ponendo le basi per una reazione. Che diranno oggi a Roma? (b.s.)




