NEW YORK – Raccontare l’Italia agli americani, andando oltre la comunità italoamericana e rivolgendosi a un pubblico interessato a conoscere più da vicino la politica, l’economia, la cultura e la società del Paese.
Con questo obiettivo è on line La Stampa USA, presentata ufficialmente mercoledì nella storica cornice del Waldorf Astoria di New York, nel cuore di Manhattan.
Nuova iniziativa del Gruppo Sae, dell’imprenditore aquilano Alberto Leonardis, che in soli cinque anni ha creato la prima cordata editoriale in Italia e ora si appresta a conquistare gli States. Con una sede a dir poco prestigiosa, nel palazzo di vetro dell’Onu sempre a New York, anch’esso inaugurato mercoledì.
La presentazione al Waldorf Astoria del nuovo portale in lingua inglese, alla presenza di 150 ospiti, è stata coronata da un videomessaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dagli interventi dell’architetto Daniel Libeskind e di Gherardo Guarducci, re della ristorazione e dell’accoglienza a New York e Palm Beach. Nel corso dell’evento è stato inoltre firmato un accordo tra Sae e Sace, il gruppo assicurativo-finanziario partecipato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze specializzato nel sostegno alla crescita delle imprese italiane all’estero.
Al fianco di Leonardis Maurizio Molinari, direttore editoriale del gruppo, e Valeria Robecco, managing editor di La Stampa USA, che ha condotto la serata. Presenti il direttore della Stampa Antonio Di Rosa, il direttore generale Vito Ribaudo, l’ Ad della Stampa Massimo Briolini, il responsabile legale del Gruppo Sae Marco Racano, il presidente dell’ advisory board nonché responsabile dell’Academy La Stampa Donato Iacovone, la responsabile della Stampa Usa Valeria Robecco.
Ha detto Meloni nel suo intervento: “il legame transatlantico è uno dei pilastri della nostra sicurezza e prosperità. Il giornalismo di qualità avvicina le nostre società attraverso la conoscenza e la comprensione”, ricordando anche il contributo dei circa 28 milioni di italoamericani alla crescita degli Stati Uniti, sottolineando l’importanza di preservare il legame con le proprie origini.
Leonardis ha dunque detto: “Ci piace molto questo progetto di espansione che ci vede adesso a New York, con un grande investimento che abbiamo fatto per mettere in relazione la comunità italo-americana con l’Italia, per farsi conoscere meglio, ma soprattutto per far conoscere meglio le imprese, creare network. Questa per noi è un’operazione importante che ci vedrà ulteriormente investire fuori dall’Italia, anche in altri Paesi, per gli anni successivi”.
La Stampa Usa non è del resto una semplice traduzione delle notizie pubblicate in Italia, ma un prodotto editoriale concepito per il mercato statunitense, con una redazione composta da giornalisti italiani e americani e contenuti dedicati all’attualità, alla politica, all’economia, alla cultura e alle storie delle imprese e delle comunità.
Nel suo videomessaggio, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha evidenziato “l’interesse per l’Italia riscontrato durante una recente visita a New York, un interesse che coinvolge non soltanto gli americani di origine italiana. Gualtieri ha quindi richiamato la necessità di consolidare i rapporti tra città, istituzioni, imprese e comunità, anche per affrontare sfide globali come il cambiamento climatico, l’innovazione e le migrazioni”.
Per Leonardis, il debutto negli Stati Uniti si inserisce nella strategia di crescita e internazionalizzazione del Gruppo SAE.
L’editore ha ripercorso la sua avventura imprenditoriale, iniziata trent’anni fa all’Aquila e sviluppatosi fino all’ingresso nel settore editoriale dove in pochi anni ha fatto della Sae il primo gruppo a capitale italiano indipendente dell’editoria e della comunicazione integrata, acquisendo La Stampa, la Gazzetta di Reggio, la Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, La Provincia Pavese, tutti ceduti a Sae dal gruppo Gedi di John Elkann, la Nuova Sardegna e lo storico Paese Sera. Un gruppo che oggi viaggia verso i 200 milioni di euro di fatturato.
Un percorso accompagnato dall’obiettivo di rafforzare la presenza della testata sul mercato nazionale e di aprirla a nuove prospettive internazionali.
La dimensione economica del progetto è stata sottolineata anche dalla firma di un accordo di collaborazione tra il Gruppo Sae e Sace, l’agenzia italiana per il credito all’esportazione. La partnership punta a valorizzare le storie di successo delle aziende italiane e a favorire nuove opportunità commerciali negli Stati Uniti, il principale mercato extraeuropeo per l’export italiano.
La serata ha dato spazio anche al dialogo culturale tra le due sponde dell’Atlantico. L’architetto Daniel Libeskind, protagonista della ricostruzione di Ground Zero, ha conversato con lo scrittore Antonio Monda sul rapporto tra Italia e America. Alla domanda su quale fosse la prima parola che gli veniva in mente pensando all’Italia, Libeskind ha risposto: “Immortalità”.
E ancora Gherardo Guarducci, attivo nei settori della ristorazione e dell’ospitalità negli Stati Uniti, per il quale “le aziende italiane devono investire nel lungo periodo, disporre di risorse adeguate e saper coinvolgere professionalità locali”, aggiungendo che il “Made in Italy quando è autentico e viene proposto nel modo corretto, ha sostenuto, il prodotto italiano conserva caratteristiche distintive difficilmente replicabili.






