PESCARA – Continua la protesta contro la filovia che collegherà Pescara a Montesilvano.
Secondo alcuni, dopo 10 anni di ritardi, la Gestione trasporti metropolitani (Gtm) sta dotando Pescara di un “asse strategico dedicato al trasporto pubblico di massa a basso impatto ambientale, ecosostenibile, veloce e moderno”.
Molti altri, invece, non condividono affatto l’utilità del moderno mezzo. Tra questi c’è il consigliere regionale del Prc Maurizio Acerbo che spiega, con una lettera, la situazione attuale della protesta:
“La protesta civile, democratica e nonviolenta che i cittadini del comitato spontaneo stanno portando avanti sulla strada – parco è emblematica del dissenso che circonda un progetto controverso come quello della filovia. Come si è anche potuto constatare nella recente e affollatissima assemblea pubblica il progetto suscita perplessità e contrarietà nell’opinione pubblica e non solo tra i residenti”.
“Faccio notare che i cittadini, e noi con loro, chiedono la sospensione dei lavori per riprendere quel confronto costruttivo sul progetto e le possibili alternative che si era avviato con la seduta del Consiglio comunale del 14 giugno e che è stato unilateralmente interrotto dall’inizio improvviso dei lavori”.
“Invece del tavolo i cittadini si sono ritrovati il cantiere sulla strada-parco! Centinaia di cittadini che si alternano giorno e notte al presidio rappresentano una risorsa democratica per la città con cui le istituzioni hanno il dovere di confrontarsi”.
“Faccio presente che un progetto così importante (il più grande appalto a Pescara) non è stato sottoposto nemmeno alle procedure di Valutazione di impatto ambientale che sono normali in tutta Europa e che servono proprio a consentire approfondimento, conoscenza e partecipazione alle scelte”.
“Sarebbe davvero grave che la risposta a una domanda legittima di democrazia e trasparenza si rispondesse trasformando una legittima mobilitazione della cittadinanza in un problema di ordine pubblico. Come accade di solito quando si aprono vertenze che accendono gli animi compito di occupa ruoli istituzionali è quello di garantire che prevalga la logica del confronto e del dialogo”.
“Nei giorni scorsi il presidente della Gtm Michele Russo, dopo le infelici dichiarazioni minacciose, ha dichiarato alla stampa che lui sarebbe disponibile alla sospensione dei lavori se ci fosse la possibilità sul piano legale”.
“Russo si è spinto a chiedere ai manifestanti di individuare le vie legali per poter sospendere i lavori. Bene, la possibilità c’è ed è contenuta nel contratto definitivo di fornitura e montaggio d’impianto sottoscritto nel 2007 da Gtm e Balfour Beatty”.
“All’articolo 9 c’è scritto che “la committente ha facoltà insindacabile di sospendere i lavori, con conseguente protrazione automatica del termine di esecuzione per cause di forza maggiore” e prevede inoltre che in tal caso “ nessun compenso spetterà all’appaltatore”.
“Quindi Michele Russo in qualità di presidente e rappresentante legale della Gtm può sospendere i lavori senza oneri per l’azienda di trasporto. E’ una cosa che Michele Russo deve fare subito per favorire un clima di serenità e buonsenso che consenta un confronto finalmente serio e approfondito da parte dei consigli comunali delle città interessate dal progetto e con la cittadinanza”.
“Michele Russo ha il dovere di procedere alla sospensione con urgenza perché in assenza di un suo atto in tal senso anche l’inerzia diventerebbe colpevole. Infatti la ditta appaltatrice potrebbe intraprendere azioni legali nei confronti dei cittadini”.
“Chiediamo quindi a Michele Russo che presiede la Gtm su incarico politico di sospendere immediatamente i lavori avvalendosi dell’art.9 del contratto. Chiediamo al sindaco e alla Giunta di Pescara di formalizzare una richiesta in tal senso. Chiediamo al presidente Gianni Chiodi e all’assessore ai trasporti Giandonato Morra di intervenire sulla società di trasporti GTM (che è della Regione) per determinare l’immediata sospensione”.
“In un paese democratico la protesta popolare, la tensione sociale che potrebbe diventare problema di ordine pubblico, sono una “causa di forza maggiore” rispetto alla quale una temporanea sospensione dei lavori è un atto dovuto”.
ANCHE IL COMITATO CHIEDE LA SOSPENSIONE DEI LAVORI
PESCARA – Il coordinamento di cittadini “No Filovia” chiede la sospensione immediata dei lavori sulla strada parco di Pescara .
Nel pomeriggio il coordinamento, che da alcuni giorni sta presidiando il cantiere nei pressi del complesso Le Naiadi, parteciperà al consiglio comunale di Pescara per ribadire la contrarietà alla filovia.
Per i cittadini che stanno presidiando la zona ci sono una serie di criticità. Tra queste hanno evidenziato la mancanza della valutazione di impatto ambientale.
“Ci siamo documentati – ha detto Ivano Angiolelli, uno dei manifestanti – e abbiamo appreso che il mezzo che passerà sulla strada parco è a guida vincolata virtuale per cui è impattante perché viaggia su piste ellettromagnetiche che potrebbero formare un campo elettromagnetico con i fili elettrici sospesi”.
“Per questo – ha aggiunto – chiediamo che si provveda a realizzare la valutazione di impatto ambientale”.
I cittadini hanno anche evidenziato che con fatica sono riusciti ad avere informazioni sul progetto e che il consiglio comunale non ha mai preso visione e votato il progetto esecutivo. Per domani alle 17 è in programma una catena umana da Villa Sabucchi alla zona del presidio





