L’AQUILA – Si rinnova tra le polemiche la cerimonia della Festa della Repubblica, con la tradizionale parata militare dei Fori Imperiali.

Dopo la tragedia che ha colpito l’Emilia, qualcuno ha reclamato la necessità di ripetere ciò che accadde nel 1976 dopo il terremoto in Friuli, quando la sfilata venne annullata per decisione del ministero della Difesa, che aveva migliaia di uomini impegnati nelle operazioni di soccorso e di assistenza.

Il 2 giugno celebra la nascita della nazione, in maniera simile al 14 luglio francese, anniversario della presa della Bastiglia, e al 4 luglio statunitense, giorno in cui nel 1776 venne firmata la Dichiarazione d’indipendenza.

La data scelta ricorda il referendum del 1946 che, nel dopoguerra, segnò il passaggio dalla monarchia alla repubblica.

Con il 54,27% dei voti e 12.718.641 milioni di consensi, il Belpaese cancellò definitivamente l’esperienza di casa Savoia: i fedeli alla corona furono solo 10.718.502 (45,73%).

L’Abruzzo, invece, espresse una preferenza per i reali del Nord, assegnando alla monarchia 325.701 voti (53,22%), mentre alla repubblica il 46,78% e 286.291 croci.

La provincia più “monarchica” fu Chieti, quella più “repubblicana” Pescara.

I VOTI IN ABRUZZO AL REFERENDUM DEL 1946


REGIONE

Votanti 648.932 (87,61%) Voti validi 611.992 

Schede bianche 23.498 Schede non valide (bianche incluse) 36.940

Repubblica 286.291 (46,78%) Monarchia 325.701 (53,22%)

L’AQUILA

Repubblica 84.611 (46,72%) Monarchia 96.487 (53,28%)

CHIETI

Repubblica 71.995 (37,57%) Monarchia 119.610 (62,43%)

PESCARA

Repubblica 64.090 (56,52%) Monarchia 49.300 (43,48%)

TERAMO

Repubblica 65.595 (52,10%) Monarchia 60.304 (47,90%)