L’AQUILA – L’associazione Wilderness Italia, a firma del segretario generale Franco Zunino, in relazione all’esperimento di innesto tra melo selvatico e da frutto, progetto portato avanti dall’ente Parco d’Abruzzo, afferma che “come sostiene l’ex guardiaparco Gerardo Finamore, nel Parco d’Abruzzo ci sono già migliaia e migliaia di alberi di mele selvatiche in grado di fruttificare e di soddisfare ampiamente quei quattro orsi rimasti”.

Quindi, a detta di Zunino “Parco e associazioni ambientaliste non fanno altro che andare a piantare alberi di mele domestiche nella speranza che prima o poi comincino a fruttificare, anche se la maggior parte di quelle piantate negli ultimi dieci anni sono semplicemente morte. Cioò per aumentare le potenzialità trofiche per l’orso solo per il periodo autunnale, bene che vada”.

La popolazione di orsi, intorno a 50, sempre secondo l’esponente della Wilderness, potrebbe essere aiutata “con coltivazioni a perdere di granturco, grano e lupinella”, in modo da aiutare il loro fabbisogno alimentare.

“Che si proceda con gli innesti sui meli – conclude Zunino – posso capirlo che lo facciano i privati, ma che addirittura venga esaltato dall’ente Pnalm e’ estremamente deplorevole, soprattutto alla chiusura nel 2010 dell’anno che l’Onu ha dedicato alla salvaguardia della Biodiversità”.