PESCARA – “La fiducia che ci darete, ve la restituiremo con gli interessi”.

Così Luciano D’Alfonso, presidente della regione Abruzzo, e candidato alle politiche di domenica prossima, sul palco di un gremito Teatro Massimo di Pescara, dove si è celebrato l’evento di chiusura della campagna elettorale del Partito democratico.

Sul palco i candidati del partito della Camera e del Senato, lo staff che ha lavorato alla campagna elettorale, moltissimi amministratori locali, i vertici del partito regionale e provinciali.

Ospite della serata anche il cabarettista pescarese ‘Nduccio e, sorpresa, il comico laziale Martufello. 

A seguire con un colpo di teatro sul palco è salito “Bob”, il megafono rivestito di cuoio, inseparabile compagno di viaggio del presidente D’Alfonso in questa campagna elettorale, attraverso cui sono stati ripercorsi sul maxischermo i circa 40 giorni di viaggio attraverso la regione per spiegare le ragioni dell’Abruzzo al governo.

Subito dopo, la parola è passata a D’Alfonso.

“Oggi mi sento come la prima volta che mi sono candidato – ha esordito D’Alfonso – e sono contento che qui con me ci siano anche i miei figli e la mia famiglia, che mi è stata sempre vicina. Anche quando ho conosciuto la faccia brutta della politica, di avversari che non volevano battermi, ma abbattermi”. 

“Oggi, però, siamo di nuovo qui – ha proseguito D’Alfonso – Nonostante, all’inizio, non volessi candidarmi, pensando a quanto ancora c’era da fare per la nostra regione e ai 45 mesi passati di straordinario impegno. Ho però capito che per poter portare avanti temi fondamentali, come l’alta velocità o la qualità del lavoro, c’è bisogno di occupare tavoli decisionali di altro livello. Sono orgoglioso delle tante battaglie vinte qui, dalla fondovalle Sangro ai 53mila posti di lavoro in più, dai fondi per il fiume Saline alla Zona economica speciale, alle battaglie per la depurazione delle acque allo sfondamento della diga foranea di Pescara”. 

“Non ho mai avuto paura di assumermi responsabilità e penso che chi ha il potere, ma non agisce, dovrebbe essere revocato. Penso che non basti definirsi ‘il nuovo’ per pretendere di ‘saper fare’. Di me si può dire, e hanno detto, di tutto e di più, ma non che non sono collegabile a battaglie riconoscibili e precise. Ho sempre consumato totalmente i poteri assegnatimi. Domenica non è un fatto di D’Alfonso, ma di tutta la nostra regione. Viva l’Abruzzo”, ha concluso D’Alfonso