L’AQUILA – A poche ore dalla scadenza del termine per ufficializzare gli apparentamenti in vista dei ballottaggi del 29 e 30 maggio che interesseranno le città di Vasto, Lanciano, Francavilla e Roseto, si susseguono frenetici gli incontri e le proposte di accordo tra i vari candidati sindaci per cercare di cogliere l’obiettivo della elezione a primo cittadino.

VASTO

A Vasto (Chieti) c’è stata una lunga riunione pomeridiana del Pdl per decidere il da farsi, dopo che Nicola Del Prete (Terzo polo) e Incoronata Ronzitti (Udeur) hanno formalizzato il loro apparentamento con Mario Della Porta, candidato del centrodestra.

Il bersaglio grosso, in realtà, è Massimo Desiati, ex Msi ed ex An, che ha fatto una corsa solitaria sfiorando per un pelo il sorpasso su Della Porta e il ballottaggio.

A Desiati non conviene lasciare libertà di voto al proprio elettorato, decisamente orientato verso il centrodestra, ma chi ne conosce il carattere sostiene che, prima di dare il via libera al sostegno alla coalizione capitanata dal Pdl, si farà desiderare a lungo e strapperà la promessa di un ruolo di primo piano.

Luciano Lapenna, sindaco uscente del Pd, forte del suo vantaggio di 18 punti percentuale, attende gli eventi.

LANCIANO

Non mancano le sorprese, a Lanciano (Chieti), dove Pino Valente e Donato Di Fonzo hanno assicurato il loro sostegno a Mario Pupillo, candidato del centrosinistra.

Sorpresa perché Di Fonzo è stato a lungo esponente di Forza Italia, partito per cui ha ricoperto anche il ruolo di assessore in Regione. Inoltre Valente si è candidato alle regionali del 2008 con l’Udc, partito che sostiene sin dal primo turno Ermando Bozza, l’uomo scelto dal centrodestra per il palazzo municipale di piazza del Plebiscito.

FRANCAVILLA AL MARE

Acque agitate anche a Francavilla al Mare (Chieti) dove il Pdl ha già mollato il candidato imposto da Roma per il tramite del sottosegretario Daniela Santanchè e del deputato Antonio Razzi (Iniziativa responsabile), Carlo De Felice, arrivato terzo nella corsa di una settimana fa.

I vertici regionali del partito hanno spalancato le braccia a Daniele D’Amario, l’assessore provinciale che si è autosospeso dal Pdl per correre da sindaco con i favori, ampiamente sussurrati ma mai dichiarati, della base e dei leader locali del centrodestra.

“Abbiamo apprezzato le dichiarazioni di D’Amario, candidato sindaco di Francavilla, ed il suo appello a recuperare il rapporto con il Pdl, interpretando così la volontà degli elettori”, hanno affermato i senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, rispettivamente coordinatore e vice coordinatore del partito berlusconiano. 

Non ci sarà l’apparentamento ufficiale ma al Pdl, in caso di vittoria, verrà riservato un assessorato. È sicuro che la scelta per l’esecutivo comunale cadrà su un nominativo che consenta a Federica Carpineta, attuale assessore regionale, di subentrare in Consiglio quale prima dei non eletti.

La notizia ha colto di sorpresa De Felice: “ho scoperto con sorpresa sulla stampa e sui manifesti che tappezzano Francavilla che il mio partito ha chiuso un accordo ufficioso con D’Amario.

“Né io né i candidati del Pdl siamo stati coinvolti in tale decisione – ha polemizzato – né tantomeno avvisati o preavvertiti della scelta effettuata: risulta palese il messaggio di confusione e di vecchia politica, che vede oggi protagonisti chi si è insabbiato durante la campagna elettorale, a favore dei propri fiduciari locali, a discapito della città e di tutti coloro che sono stati lineari e coerenti nelle proprie scelte».

Alcuni hanno ribattuto che De Felice non è stato avvisato delle decisioni perché dalla serata di lunedì scorso, quando è stato chiaro che non sarebbe arrivato al ballottaggio, ha spento i telefoni, rendendosi irrintracciabile.

Sull’altro fronte Antonio Luciani, candidato del centrosinistra, ha dichiarato pubblicamente che non è in cerca di apparentamenti, anche se si è saputo che ha cercato a più riprese Michele Pezone (Sinistra ecologia e libertà) che con il suo 5 per cento preso al primo turno può essere importante per l’esito finale della consultazione.

ROSETO DEGLI ABRUZZI

Scalpore ha suscitato la decisione di Alfonso Montese di appoggiare Enio Pavone al ballottaggio di Roseto (Teramo), già formalizzata presso gli uffici comunali.

Montese, già tesserato Pd, ha quindi scelto il centrodestra, nonostante le offerte allettanti giunte dal suo ex partito. Per lui era pronto il posto di vicesindaco di Teresa Ginoble. La stessa carica che, unitamente a quella di assessore al Turismo, ricoprirà in caso di vittoria di Pavone. (red)