L’AQUILA – Un ricorso al Tar potrebbe mettere in discussione la composizione del Consiglio comunale dell’Aquila appena eletto.

Lo ha annunciato Angelo Mancini, candidato sindaco dell’Italia dei valori al primo turno del elezioni amministrative, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa denunciando irregolarità nella stesura dei verbali delle elezioni e della proclamazione degli eletti. Presente anche l’ex consigliere comunale di “Sinistra per L’Aquila” Giuseppe Bernardi, in rappresentanza della lista L’Aquila oggi che ha sostenuto Mancini nella corsa a sindaco insieme alla lista dipietrista.

Entrambi si sono soffermati, inoltre, sui futuri assetti di Giunta: “Sto per aprire un contenzioso con il Comune non mi è sembrato opportunoaccettare una delega nell’Esecutivo”.

RICORSO AL TAR: “IRREGOLARITA’ NEI VERBALI”

Entro un mese (in materia elettorale i ricorsi amministrativi hanno i tempi dimezzati) Mancini presenterà ricorso al Tar e nel corso dell’incontro con i giornalisti ha mostrato i verbali redatti dall’Ufficio elettorale centrale dal quale emergono discrepanze di numeri e cifre, sia in quello redatto in occasione del primo turno del 6 e 7 maggio sia in quello stilato per il  ballottaggio del 20 e 21 maggio sorsi. Documenti che potrebbero dar adito anche ad un altro ricorso alla giustizia amministrativa, da parte di Enrico Verini, candidato sindaco con Fli, escluso già al primo turno e, pertanto, escluso dalla possibilità di apparentamenti per il secondo turno elettorale.

Diversi i verbali sotto accusa. “Nel primo – spiega Mancini – a Verini sono state riconosciute 1129 preferenze personali e 1509 complessive (consistenti nei voti della lista Fli) mentre alla candidata Enza Blundo del movimento 5 stelle sono stati riconosciuti 750 voti. Considerando che i voti complessivi al primo turno stati 42925 la soglia per raggiungere il quorum e poter essere ammessi agli apparentamenti era di 1286 voti (il 3 per cento). Nella chiusura del verbale è stato scritto, però, che Verini ha ottenuto 1129 voti ed è stato escluso dalla possibilità di eventuali apparentamenti. Inoltre nella determinazione delle liste non ammesse all’assegnazione dei seggi i 1129 voti personali di Verini sono stati assegnati erroneamente alla Blundo, mentre stando a quanto riportato, la cifra di voti riportati dal candidato finiano è pari a zero preferenze. Ho già parlato con lui e credo che a breve presenterà ricorso al Tar”.

“Ma veniamo al mio caso” – spiega il capogruppo uscente dei dipietristi escluso dal Consiglio comunale in virtù dell’interpretazione di una sentenza del Consiglio di Stato riferita ad un ricorso relativo ad un contenzioso apertosi presso il Comune di Bollate, nel Milanese, dove un candidato sindaco sconfitto che si è apparentato con il vincente è stato estromesso dal Consiglio. Al suo posto è entrato il più votato della lista “L’Aquila oggi”, Fabio Cortelli. “Ma nel caso del di Bollate le liste di quel candidato sindaco si erano scisse. Nel nostro caso, invece, sia la lista Idv sia quella di L’Aquila oggi avevano raggiunto l’accordo per l’apparentamento.Ed è pertanto valido il dettame contenuto nell’articolo 73 del decreto legislativo 267 del 2000”. Una norma che prevede che “Una volta determinato il numero dei seggi spettanti a ciascuna lista o gruppo di liste collegate, sono in primo luogo proclamati alla carica di consigliere i candidati alla carica di sindaco, non risultati eletti, collegati a ciascuna lista che abbia ottenuto un seggio. In caso di collegamento di più liste al medesimo candidato alla carica di sindaco risultato non eletto, il seggio spettante a quest’ultimo è detratto dai seggi complessivamente attribuiti al gruppo di liste collegate”.

Insomma quella poltrona spetterebbe a Mancini, che per questo ricorrerà al Tar contro il Comune, e non contro l’ufficio elettorale, e, obtorto collo, anche contro Cortelli.

Ma non è la sola irregolarità denunciata dal preside del liceo classico: “Nel verbale relativo alle preferenze del primo turno ci sono i voti riportati da L’Aquila oggi (1012) ma non quelli dell’idv (1382). L’Idv ricompare, poi, magicamente, successivamente, nella parte del documento in cui si determina la ripartizione dei seggi. Tanto è vero che nella determinazione finale viene assegnato un seggio”. Andato a Giuliano Di Nicola, a cui si sarebbe dovuto aggiungere il seggio di Mancini (sempre secondo quanto riferito in conferenza).

 Ma non finisce qui. Nel secondo verbale, quello redatto in fase di ballottaggio, nella parte dedicata alle liste apparentate non compaiono Idv e L’Aquila oggi, inserite invece nel campo del documento dedicato ai partiti che hanno sostenuto Massimo Cialente sia al primo sia al secondo turno.
“Vista l’importanza dell’elezione non posso far finta di niente, c’è qualcosa che va corretto nel conteggio dei quozienti relativi all’Idv. La vicenda, inoltre, sarà oggetto di un’interrogazione parlamentare”.

CAPITOLO GIUNTA: “CONTENZIOSO CON IL COMUNE, NON POTEVO ENTRARE IN GIUNTA”

“Considerato che si aprirà un contenzioso con il Comune non mi è sembrato giusto accettare un assessorato” ha spiegato Mancini, chiarendo che le deleghe che potrebbero andare all’Idv dovrebbero essere “o quella al Bilancio o allo sport e all’aeroporto”.

“Non ho intenzione di bloccare l’attività del Consiglio. Per questo non chiederemo la sospensiva dell’esito elettorale, ma di andare subito nel merito della questione” ha aggiunto Mancini.

“Se L’Aquila oggi dovrà rimanere fuori della Giunta per volontà del sindaco non c’è problema, ma potremo garantire solo l’appoggio esterno – ha aggiunto Bernardi – siamo favorevoli al ricorso al Tar, comunque,per restituire legittimità al percorso intrapreso fino ad oggi. Il sindaco si sta facendo carico da solo di stabilire gli equilibri di giunta, mentre dovrebbe essere un percorso condivisio con tutta la coalizione”:

“Fabio Cortelli è consapevole di ciò che è successo e troveremo il giusto modo per valorizzare la sua persona e il suo impegno, visto che sarebbe il consigliere più giovane”.