L’AQUILA – “Le primarie come scelta di un percorso aperto a tutti gli aquilani è previsto dal nostro statuto e nel recente passato ha dato ottimi risultati. Ovviamente vanno stabiliti i tempi per la presentazione delle candidature, con un minimo di identificazione e un canovaccio di programma. L’esortazione è che si raccolgano le candidature entro il 10 gennaio”.
Mentre tutto sembra andare nella direzione opposta, quattro consiglieri comunali dell’Aquila del Partito democratico chiedono a gran voce che la scelta del candidato sindaco per le elezioni di primavera avvenga attraverso il metodo più democratico e consolidato nel centrosinistra.
“Le primarie aprono la strada al confronto, mobilitando tanti cittadini intorno alle varie proposte, poiché i vari candidati riassumono le varie idee che emergono dalla città stessa e le portano alla luce del dibattito e del confronto. Solo così è possibile una scelta sana ,partecipata e condivisa”, dicono Tonino De Paolis, Sergio Ianni, Alì Salem e Antonio Nardantonio.
“È il momento di aprire una fase di confronto per una nuova pianificazione per l’intero territorio aquilano – affermano -. La pianificazione oggi deve avere la capacità di ricucire tutti gli strappi dovuti al sisma(non solo quelli della carne della città, ma anche quelli della sua anima) e di definire le scelte strategiche per il futuro: a cominciare dal centro storico ,dove la ricostruzione è a buon punto, e si rende quindi necessario lapedonalizzazione di alcune aree ,la realizzazione di una pavimentazione adeguata al contesto e di un’ illuminazione che metta in risalto i palazzi e gli scorci del nostro amato centro”.
“Sarebbe giusto e di grande utilità in questo momento di programmazione aprire ed aprirsi come città e come comunità ad un dialogo con le grandi Università e i poli di alta formazione”.
“Per alcune aree strategiche della città, bisogna avere il coraggio di cambiare, osare e finalmente riqualificare: per esempio la zona di Collemaggio, che potrebbe diventare un polo ospedaliero dI eccellenza per il centro Italia aree montane, che sostituisca quello esistente e mal funzionante con costi di gestione altissimi, aprendoci ad un projectfinance, oppure una scuola di alta formazione o, perché no, la nuova sede unica del Comune”.
“Dobbiamo dare un ruolo al comprensorio a cominciare dai borghi, realizzando servizi fondamentali, in primis le scuole, strutture sociali sportive, avendo un’attenzione particolare per il territorio e le bellezze artistiche di cui ancora non siamo completamente consci e quindi ancora troppo poco in grado di trarne benefici ,attraendo un flusso turistico di una certa portata”.
Per i quattro consiglieri, “bisogna mettere in campo e confermare tutti gli sforzi e le iniziative necessarie per mantenere e creare posti di lavoro, elemento fondante per qualsiasi sviluppo, favorendo tutti gli insediamenti industriali,artigianali utilizzando tutte le risorse locali e nazionali”.
“È necessario porre una rilevanza e un’attenzione maggiore al lavoro giovanile, che non c’è, e va creato per evitare un sempre più pericoloso ed intuibile abbandono del territorio da parte delle nostre nuove generazioni, proprio quelle che dovrebbero portare a compimento la ricostruzione materiale e morale del comprensorio aquilano”.
“Definire la progettazione per lo sviluppo dei percorsi turistici del comprensorio del Gran Sasso, attraverso soluzioni condivise con la Regione, il Parco e tutti gli enti coinvolti, per iniziare immediatamente ad utilizzare fondi già esistenti ed in attesa di essere spesi con intelligenza e merito,è un altro punto fondamentale”.
“Nell’ottica di tutto ciò dunque sarà necessario un centrosinistra aperto, forte del buon lavoro che ha fatto, e soprattutto convinto e pronto ad elaborare un programma condivo con l’ intera città e il suo territorioaprendo da subito una fase di ascolto”, concludono.






