La quasi nulla variazione del Pil tedesco nel secondo trimestre (+0,1 per cento) frena le principali borse europee, a partire proprio da Francoforte.
Le piazze continentali scontano anche i futures su Wall Street in calo in attesa di una serie di dati macroeconomici Usa.
L’indice Dax della piazza tedesca cede l’1,27, il Cac 40 di Parigi lo 0,8 per cento e l’indice Ftse 100 di Londra lo 0,6 per cento.
Indici in calo anche a Madrid (-0,55 per cento) e a Milano (-1,3 per cento), dove pesano i titoli dell’energia dopo la manovra del governo che prevede la reintroduzione della cosiddetta Robin Hood Tax sugli utili delle società del comparto.
Tra i titoli a maggior capitalizzazione più colpiti a livello continentale si segnalano Enel (-2,92 per cento), Bmw (-2,56 per cento), Daimler (-2,36 per cento), Siemens (-2,44 per cento) e Bayer (-2,12 per cento), insieme a Basf (-1,86 per cento) e alla francese Bnp Paribas (-1,6 per cento).
In controtendenza Nokia (+2,69 per cento), dopo l’acquisizione della rivale Motorola da parte di Google.
Gli indici dei titoli guida delle principali borse europee sono: Londra -0,69 per cento; Parigi -0,80 per cento; Francoforte -1,27 per cento; Madrid -0,55 per cento; Milano -1,35 per cento; Amsterdam -1,00 per cento; Stoccolma -1,59 per cento; Zurigo -0,81 per cento.
GERMANIA +0,1 PER CENTO
Nel secondo trimestre del 2011 la crescita della Germania è rallentata dal +1,3% (dato rivisto dal precedente +1,5 per cento) allo 0,1 per cento su base congiunturale.
Su base tendenziale, cioé rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto risulta all’agenzia Bloomberg, il prodotto interno lordo è invece cresciuto del 2,8 per cento.
L’Ufficio di statistica tedesco ha spiegato che nel secondo trimestre si è registrato un forte rialzo delle importazioni, che ha avuto “un impatto negativo sulla crescita economica” della Germania nel secondo trimestre, aggiungendo che anche la spesa dei consumatori tedeschi ha segnato un deciso calo nello stesso trimestre.
L’istituto ha inoltre rivisto al ribasso il Pil del primo trimestre all’1,3 per cento dall’1,5 per cento della prima lettura.
“I dati sul Pil tedesco sono certamente una delusione – ha dichiarato a Bloomberg il capo economista per l’eurozona di Citigroup, Juergen Michels – tutti i dati puntano verso una stagnazione in Eurolandia nel secondo trimestre”.
ASIA AFFATICATA
Non sono riuscite a mantenere la buona intonazione della vigilia le principali borse di Asia e Pacifico, penalizzate oggi dai future su Wall Street in calo.
Ai rialzi di Tokyo (+0,2 per cento) e Seul (+4,8 per cento), corrispondono infatti i passi indietro di Shanghai (-0,4 per cento), Hong Kong (-0,2 per cento), ancora aperte entrambe, e Sidney (-0,8 per cento).
Complici il calo dell’euro sullo yen, per i timori di un ennesimo rallentamento dell’economia del Vecchio Continente, in vista del dato sul Pil di Eurolandia atteso per oggi, e il rallentamento dei futures su Wall Street (-0,32 per cento quelli sul Dow Jones Industrial e -0,54 per cento sul Nasdaq).
Per oggi sono attesi infatti dati Usa sull’andamento dei prezzi, sulla costruzione di nuove abitazioni e sulla produzione industriale a luglio.
Sulla piazza di Tokyo debole Tepco (-3,19 per cento), gestore dell’impianto nucleare di Fukushima, a differenza di Nikon (+1,3 per cento), Panasonic (+0,4 per cento) e Canon (+0,42 per cento).
Più in difficoltà Toyota (-0,07 per cento) e Mitsubishi (-1,04 per cento).
A Seul sprint di Samsung Electronics (+6,08 per cento), che, dopo l’acquisizione di Motorola da parte di Google, secondo gli analisti, rischia meno contenziosi sull’uso del sistema operativo Android.
L’andamento contrastato dei prezzi dei metalli penalizza invece Aluminum Corpora per cento), Newcrest Mining (-4,33 per cento) e Rio Tinto (-1,45 per cento) a Sidney.
Gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico sono i seguenti: Tokyo +0,23 per cento; Hong Kong -0,20 per cento; Shanghai -0,57 per cento; Taiwan -0,27 per cento; Seul +4,61 per cento; Sidney -0,83 per cento; Mumbai +0,37 per cento; Singapore -0,03 pe cento; Bangkok +0,28 per cento e Giakarta +0,38 per cento.
NUOVI ACQUISTI DI BTP DA BCE
Questa mattina la Banca centrale europea ha acquistato questa mattina nuovi titoli di stato italiani, riferisce Bloomberg, che cita fonti vicino all’operazione.
Le stesse fonti hanno aggiunto che l’Eurotower ha comprato anche bond spagnoli.
Nei giorni scorsi la Banca centrale europea ha già acquistato 22 miliardi di bond governativi per allentare la pressione sui titoli di Italia e Spagna e riportare i rendimenti dei decennali attorno al 5 per cento: un’operazione record, superiore alle attese degli analisti (circa 15 miliardi di euro) ma anche ai 16,5 miliardi di titoli greci comprati nella prima settimana di avvio del programma sui bond sovrani, nel maggio del 2010.
Nonostante l’intervento, e l’annuncio nel fine settimana della manovra-bis da parte del governo italiano, gli spread tra Btp e Bund sono rimasti stabili a 270 punti base, con rendimenti di poco superiori al 5 per cento.
Con le operazioni della scorsa settimana il portafoglio di titoli governativi della Bce sale a 96 miliardi.
Gli acquisti segnalati oggi sono stati effettuati tra giovedì 4 e mercoledì 10 in quanto la Bce, ogni lunedì dà conto delle sole operazioni regolate, cioè chiuse con lo scambio dei titoli, nella settimana precedente.
”Visto che gli acquisti si sono concentrati nei primi tre giorni della scorsa settimana, e sui bond di Italia e Spagna, riteniamo che la Bce ha comprato una media di 7-7,5 miliardi di Btp e Bonos al giorno” afferma in una nota Chiara Cremonesi, strategist nel reddito fisso di Unicredit.
“E’ ragionevole presumere – conclude la donna – che il 75 per cento degli acquisti si sia concentrato sui titoli italiani, per un ammontare di circa 16-16,5 miliardi”, in linea quindi con il rapporto che esiste tra il debito italiano e spagnolo outstanding (cioe’ ad esclusione dei titoli a breve, come i bot, esclusi dagli acquisti della Bce) dei due Paesi (1.380 miliardi per l’Italia e 370 per Madrid).



