PESCARA – Alla fine dei sopralluoghi in 11 siti “a elevata emergenza” in Abruzzo, compiuti insieme al capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, dichiara che “c’è fondato motivo per accelerare l’emanazione di una norma che produca lo stop al consumo di territorio”.

“Quello che abbiamo visto – ha detto nel pomeriggio incontrando i giornalisti nei locali della Guardia Costiera presso l’aeroporto d’Abruzzo – è frutto di anni di ‘stravaganza urbanistica’ che molte ferite ha inferto al territorio”.

Non è stato possibile visitare alcune aree inizialmente inserite nel tour, in alcuni casi per motivi climatici (Capistrello, Canistro e Civitella Roveto, nella Marsica), e per motivi di sicurezza di volo il sito di Valle Castellana, nel teramano. “Sarà mia cura organizzare a breve un altro sopralluogo nelle aree rimaste fuori” ha garantito D’Alfonso.

“La politica di messa in sicurezza – ha detto il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli – che si sta facendo vede in primis interlocutori come le Regioni. In questo senso è stata fatta una scelta politica molto forte: i commissari che erano nominati dal ministero dell’Ambiente, sono stati sostituiti dai presidenti delle Regioni. Credo ci sia un messaggio molto forte in questo tipo di approccio, cioè legare le scelte di messa in sicurezza del territorio con le politiche che il territorio fa ordinariamente”.

Il governatore, insieme al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, all’assessore Mario Mazzocca e alla struttura regionale di Protezione civile hanno visitato Caramanico, Lettomanoppello (Pescara), Roccamontepiano (Chieti), Chieti, Pescara, Vasto (Chieti) e Mosciano Sant’Angelo (Teramo, grazie alla collaborazione del Corpo Forestale dello Stato e della società privata “Ecopetrol” che hanno messo a disposizione piccoli elicotteri.

Il percorso politico e amministrativo intrapreso dalla Regione Abruzzo è partito con le indicazioni evidenziate sul tavolo nazionale dei dissesto idrogeologico organizzato dalla presidenza del Consiglio dei ministri. La richiesta di risorse ammonta a circa 136 milioni di euro e nei progetti di recupero indicati dalla Regione figurano in via prioritaria gli 11 siti visitati oggi con Gabrielli e Grassi.

“Per il futuro – ha concluso D’Alfonso – dobbiamo agire su due fronti: il primo per mitigare il rischio e reagire davanti al pericolo; il secondo per dotarci di una norma che impedisca di costruire nelle aree di pericolosità, aree che non ce la fanno a reagire al portato di una costruzione”