L’AQUILA – Semplicemente Lucio: un piccolo grande uomo lontano dalle luci accecanti dello showbiz.

A raccontare l’uomo curioso e modesto, nato con una voce prodigiosa a tal punto da cambiargli la vita, una donna comune, Rosa Maria Marinelli che, assieme al marito, ha avuto l’opportunità di conoscerlo in una delle numerose giornate trascorse nell’amato borgo di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila).

“Abbiamo compreso in questi giorni. dopo la sua scomparsa, quanto fosse davvero grande”, spiega Rosa Maria che mostra con emozione ad AbruzzoWeb Gli occhi di Lucio, una raccolta di pensieri dell’artista appena scomparso e di Marco Alemanno, autografati e accompagnati da un cd con musiche inedite.

“In quei giorni – racconta la donna – era in uscita il libro e Lucio Dalla girava nel Centro Italia per presentarlo. Noi provavamo a gestire ‘Il Cantinone’, un locale dell’albergo ‘Sestanzio’ di Santo Stefano dove lui era ospite assieme alla propria band. In quei giorni stava anche componendo tra le nostre montagne. In quell’occasione venne con una Porsche Cayenne, mentre nel Settanta, me lo ricordo come se fosse oggi, arrivò in Abruzzo con una Porsche bianca assieme a Rosalino Cellamare (Ron ndr)”.

Vacanze di Natale insolite per la coppia, ma anche per tutti gli addetti ai lavori dell’hotel assieme all’affermato cantautore e al proprio gruppo. Coppia che così può raccontare il Lucio “inedito”, dopo la corsa negli ultimi giorni a celebrare l’artista “noto”, proprio nel giorno più caro all’artista: il 4 marzo, data della nascita (1943), del titolo di una sua canzone e del suo ultimo saluto. 

La porta del “Cantinone” si è aperta la sera del 27 dicembre 2008: a entrare nella vecchia cantina intorno alle 22.30, mentre Rosa Maria e il marito sorseggiavano un po’ di tè, l’astemio cantautore bolognese con indosso una pelliccia sintetica, pantaloni da sci a campagna e i suoi inconfondibili occhiali. “Possiamo passare un po’di tempo insieme?”, è stata la richiesta di Dalla che ha trascorso con la coppia più di un’ora interrompendo il discorso con l’arrivo di due turisti. 

“Lucio – spiega la signora Rosa Maria – si considerava un musicista, per l’esattezza un menestrello. Era contentissimo della vita che faceva e si riteneva molto fortunato. Ci disse che non aveva mai cucinato, né pagato e non aveva nessuna preoccupazione economica. Ovunque andava era apprezzato e amava stare tra la gente”. 

Definito un uomo estremamente curioso, modesto e alla mano, Dalla a Santo Stefano si concedeva spesso un caffè al bar del borgo in mezzo ai vecchietti del posto. “Ci disse – afferma Rosa Maria sorridendo – che Francesco De Gregori era un personaggio carismatico e Gianni Morandi era l’unico cantante che non sbagliava nemmeno una nota”.  

“Era curioso sulla vita dei nostri contadini – continua sulla passione montagna per nulla inferiore a quella nota per il mare – gli interessava conoscere come vivevamo. Ci fece domande sui contadini, sui pastori, sulle lenticchie e sulla lana. Mentre parlavamo era talmente a suo agio che si allungò sulla panca. Gli piaceva dipingere e l’unico rimpianto era quello di non riuscire a trovare casa sul Canal Grande perché gli sarebbe piaciuto veder passare le gondole”. 

Appassionato di Campo Imperatore tanto da fare numerose domande sulla stazione sciistica e farsi accompagnare lì la notte di San Silvestro del 2008 dal direttore dell’albergo Sestanzio, Giovanni Pacifico, Dalla come promesso alla signora Rosa Maria e al marito la sera successiva si è esibito nel Cantinone.

“Il 28 dicembre – conclude Rosa Maria – nella vecchia cantina c’è stato un concerto, lui era al pianoforte, suonava e si divertiva con tutti noi. Ce l’aveva promesso il giorno prima. La voce si sparse in paese e partecipò alla serata tantissima gente. In molti fecero dei video ed è possibile vederli su YouTube”.

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