L’AQUILA – Troppe tasse, crisi delle grosse aree industriali abruzzesi e blocco del settore dell’edilizia.

Sono questi, secondo il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo, i tre fattori principali che incidono negativamente sul crollo delle imprese artigiane, che nel primo semestre 2012 sono diminuite in maniera doppia (- 1,54 per cento) rispetto alla media italiana.

Qualche giorno fa il grido d’allarme con una nota con cui veniva evidenziato il crollo delle aziende artigiane e veniva lanciata una proposta alla Regione, che verrà formalizzata nella riunione del Patto per lo sviluppo del 3 agosto prossimo, di destinare 20 milioni di euro dei fondi del Fas  per il rafforzamento del sistema delle garanzie, attraverso il sostegno ai Confidi.

“La situazione è problematica in tutta Italia, questo è chiaro a tutti – spiega Di Costanzo – Ma in Abruzzo ci sono fattori che aggravano la situazione. Innanzitutto il mercato interno è messo in forte crisi da una tassazione Irap e Irpef tra le più alte d’Italia, che annualmente sottrae circa 140 milioni di euro dalle tasche dei cittadini. Per una realtà come quella abruzzese, che vive esclusivamente di mercato interno, è un grande problema”.

“Altra questione è quella dell’indotto – aggiunge – Moltissime imprese lavorano per grandi aziende che operano nella Val di Sangro e con la crisi della Honda, della Sevel le ripercussioni ci sono per tutti. Infine è da prendere atto del grave blocco che sta interessando il mercato dell’edilizia. Il mercato non riparte, neanche la ricostruzione post sisma è riuscita a dare nuovo slancio ad un settore così importante”.

“Bisogna essere chiari: la crisi è generale. I problemi per l’accesso al credito sono qui in Abruzzo come in altre zone, da quelle colpite da calamità come l’Emilia ad altre regioni italiane. Ma in Abruzzo ci sono fattori che incidono ancor più pesantemente sul settore dell’artigianato”.

Di qui la propsota di stornare 20 milioni di fondi Fas per potenziare il sistema delle garanzie e sostegno ai Confidi.

“Il 3 agosto la formalizzeremo – chiosa Di Costanzo – e la presenteremo  a tutti i componenti del Patto per lo Sviluppo. È una proposta articolata, in cui spieghiamo sia quali saranno i soggetti destinatari delle risorse sia quali dovrebbero essere i capitoli dove poter intervenire per prelevare queste risorse. Sarà quella l’occasione di confronto con la Regione e le altre associazione di categoria, alle quali abbiamo già inviato preliminarmente la nostra proposta”. Giorgio Alessandri