L’AQUILA – Da oggi tutta l’Italia è in zona gialla. In altre parole, come emerge dal bollettino del ministero della Salute, sull’intera penisola il rischio di contrarre il Covid è basso. E alcune Regioni stanno tirando dritte verso il bianco: Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise hanno già i numeri ‘giusti’ ma dovranno confermarli nel monitoraggio di venerdì prossimo.

Subito in coda ci sono Veneto, Liguria, Umbria e  anche Abruzzo, L’incidenza settimanale dei contagi su 100 mila abitanti è in calo su tutto il territorio: l’Abruzzo è arrivato a 32, ampiamente al di sotto della soglia di 50 che permette l’ingresso in zona bianca, che dovrebbe scattare presumibilmente il 7 giugno.

La fascia bianca permette di dire addio a molte restrizioni, fatta eccezione per mascherine e distanziamento.

Intanto l’Abruzzo accelera sui vaccini in fabbrica e sui tamponi ai maturandi della scuole superiori: l’assessore regionale al Lavoro e alla Istruzione Pietro Quaresimale, della Lega, sta verificando i percorsi da avviare, in particolare modalità e tempistiche. Oggi è in programma un incontro con la collega alla sanità Nicoletta Verì, anche lei salviniana, e con il direttore sanitario della Asl di Teramo, Maurizio Brucchi, responsabile delle vaccinazioni nelle quattro aziende provinciali abruzzesi. Poi, nelle prossime ore ci sarà un summit con il direttore regionale dell’ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza.

Si tratta di due operazioni importanti per le quali servono azioni veloci e concrete, soprattutto per i maturandi che affronteranno gli esami di stato il prossimo 10 giugno.

Ieri in Abruzzo  sono stati somministrati 9.804 vaccini su un target di 7.527, dunque oltre quando stabilito nel tabellino di marcia del commissario straordinario Francesco Figliuolo.

Le inoculazioni procedono ed oggi partono anche quelle di massa nei piccoli Comuni con non più di 500 abitanti, in primis a favore delle persone anziane.

Allargando lo sguardo, in Italia ci sono oltre dieci milioni di persone completamente immunizzate contro il Covid-19 – con due dosi o con il monodose Johnson&Johnson – pari a un sesto della popolazione.

Le cifre delle vaccinazioni in Italia fanno dire al ministro Mariastella Gelmini “non è ancora come in Gran Bretagna, ma ci stiamo avvicinando”.

Anche i dati giornalieri del ministero della Salute sembrano andare in quella direzione: 72 i morti registrati nelle ultime 24 ore, il livello più basso del 2021. Il ministro degli Affari regionali sta con il commissario Francesco Figliuolo sulla ‘vexata quaestio’ delle vaccinazioni in vacanza che le Regioni vorrebbero lanciare.

“L’idea è suggestiva, ma rischieremmo di compromettere i risultati del piano vaccinale – afferma -. Il generale ha detto che dobbiamo mettere in sicurezza over 70 e over 60. Se ci sono Regioni che dopo aver attuato il piano faranno qualcosa di più, bene, ma credo che si possa tornare dalle vacanze per vaccinarsi”.

Le uniche preoccupazioni vengono dal rischio di eccessivo rilassamento dei comportamenti, come se la pandemia fosse già finita, e dal basso numero di tamponi per il tracciamento: meno di 180 mila nelle ultime 24 ore, relativi al sabato, mentre la Gran Bretagna modello continua a farne anche un milione al giorno. Intanto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli chiede di “programmare, sin da ora, la chiusura degli hub vaccinali, liberando risorse umane ed economiche. E riportare la vaccinazione sul territorio, negli studi medici, restituendo il personale specialistico alla cura delle patologie ordinarie”. Che per tanti sono da tempo la nuova, silenziosa emergenza.