L’AQUILA – “In seguito alle comunicazioni del Presidente del Consiglio di sabato sera, ed in attesa delle necessarie precisazioni attuative del DecretoLegge, riteniamo che le aziende debbano agire per mettere in sicurezza gli impianti ed eventualmente prepararsi per il fermo produttivo”.
A firmare la nota sono i sindacati Fim, Fiom e Uil Abruzzo che esprimono numerose perplessità a seguito del nuovo Dpcm varato dal premier Giuseppe Conte per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Il nuovo decreto ha scatenato dure critiche su più fronti in quanto non ritenuto in linea con le aspettative iniziali e, ad un giorno di distanza dall’annuncio del presidente del Consiglio, oltre alla lunga lista di attività che resteranno aperte, per molte categorie lo stop della produzione è ancora un’incognita.
“In attesa di avere chiarimenti e di capire cosa dovrà essere fermato e cosa eventualmente dovrà proseguire nell’attività – spiegano i sindacati -, riteniamo non esserci le condizioni minime tra le lavoratrici e i lavoratori di serenità e tranquillità per tornare a lavorare”.
Per queste ragioni Fim, Fiom e Uilm Regionali sollecitano “tutte le imprese e le loro associazioni di rappresentanza ad optare per una fermata generale nei giorni 23 e 24 marzo utilizzando la CIGO per COVID-19. Sono fatte salve le attività necessarie per mettere in sicurezza gli impianti ed altre, eventuali inderogabili e documentabili attività”.
“Nelle aziende nelle quali non si riscontrerà tale disponibilità, si agirà con lo sciopero, confermato a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm nelle giornate su riportate”.






