L’AQUILA – Si inserisce anche il presidente provinciale di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, nella corsa per la poltrona di leader abruzzese dell’associazione di categoria, occupata dall’uscente Mauro Angelucci.

Il passaggio di testimone a un esponente teramano sembrava dovesse avvenire attraverso un passaggio indolore, visto la regola non scritta della rotazione territoriale della carica, ma le ambizioni di alcuni hanno rimesso in discussione l’operazione.

Tutto nasce dal pericoloso dualismo che si è venuto a creare tra il fronte L’Aquila-Teramo e quello Chieti-Pescara che, non a caso, da mesi hanno avviato un processo di fusione che porterà alla nascita di due grandi blocchi.

Il chietino Paolo Primavera, che è anche presidente di Confindustria teatina, ha cominciato a sgomitare al fine di rompere la consuetudine e proporsi come futuro titolare, innescando la reazione di Pingue.

Quest’ultimo, però, deve riconquistare i favori dei suoi associati aquilani, che non hanno digerito la scarsa verve messa in campo in difesa del capoluogo in occasione del paventato spostamento della sede regionale a Pescara.

Un’ipotesi smentita da Angelucci, tra l’altro oggetto di mugugni da parte dei dipendenti e dei dirigenti per le sue troppe frequenti assenze, anche se la spoliazione è già iniziata attraverso lo spostamento in riva all’Adriatico della maggior parte delle attività: i detrattori, infatti, parlano di avvicendamento di fatto.

Intanto prosegue il progetto di creare una sede secondaria operativa di Confindustria a Pescara, un’intenzione che viene citata ufficialmente in documenti e verbali.

Un’ipotesi tuttavia contestata da alcuni gruppi, soprattutto per il fatto che va in barba a tutti i piani di contenimento dei costi e di snellimento delle procedure.