CHIETI – Secondo il consigliere del Partito democratico Alessandro Marzoli sono tre le motivazioni principali per cui la commissione ambiente del Comune di Chieti, che si è riunita questa mattina sulla questione del conferimento dei rifiuti del pescarese nella discarica teatina di Casoni, dice ancora una volta “no” all’arrivo della spazzatura del pescarese.
In primo luogo il fatto che nuovi rifiuti da fuori città accorcerebbero la vita della discarica teatina. All’impianto resterebbero solo due anni e mezzo di attività dopo di che si aprirebbe il problema di dove andare a smaltire i rifiuti di Chieti.
Il secondo motivo di contrarietà riguarda il fatto che il rifiuto proveniente dalla provincia di Pescara, una volta trattato, acquisisce un codice Cer (catalogo europeo dei rifiuti), nello specifico il numero 19. Si tratta cioè di un rifiuto che deve essere smaltito dal privato che lo ha trattato. Un’eventuale ordinanza regionale che imponga il conferimento di tale tipologia di rifiuto nella discarica di Chieti potrebbe pertanto essere illegittima, andando ad incidere su un rapporto di natura privatistica.
In ultima analisi, invece, la considerazione che ad oggi esiste la possibilità di raccogliere i rifiuti su tutto il territorio dei comuni del pescarese, il paventato rischio di emergenza sanitaria non esiste.
“La situazione abruzzese – commenta dunque Marzoli – non è dunque in alcun modo comparabile a quella verificatasi in passato nel napoletano. L’emergenza di cui si parla oggi, dunque, è solamente economica”.
La commissione ambiente, comunque, ha dovuto prendere atto dell’ulteriore dilazione della decisione in merito, visto che l’ultimo incontro regionale sulla questione, ieri a Pescara, si è concluso ancora con un nulla di fatto, rimandando tutto al nuovo incontro di lunedì prossimo all’Aquila.
Da Chieti, però, si vorrebbe che la soluzione della discarica di Casoni per lo smaltimento dei rifiuti non appaia come l’unica possibile soluzione.
Intanto la commissione comunale capigruppo, anch’essa svoltasi questa mattina dopo quella dedicata ai rifiuti, ha deciso che il prossimo 16 marzo si terrà un consiglio straordinario sulla questione rifiuti.
Se, però, a livello comunale la posizione di maggioranza e opposizione sulla questione coincide, fuori dai confini di Chieti le cose si complicano e alimentano la polemica politica tra Partito democratico e Popolo della libertà.
Diversi esponenti del Pdl hanno messo in luce infatti la discrasia di posizioni tra il Pd teatino, il primo a tirare fuori il problema dei rifiuti del pescarese proprio con il consigliere Marzoli già pronto a fare le barricate se dovesse arrivare la spazzatura della vicina Pescara, e il Pd pescarese.
Da Pescara il consigliere regionale Marinella Sclocco afferma: “Chiodi ha il potere di firmare immediatamente per consentire ai rifiuti prodotti in provincia di Pescara di essere conferiti nella discarica di Casoni: altrimenti dovrà spiegare per quale ragione, pur avendo questa possibilità, vorrà produrre inquinamento e costi aggiuntivi a carico dei cittadini facendo girare all’impazzata camion carichi di rifiuti per tutta la regione”.
La replica alla posizione della Sclocco arriva dai giovani del Pdl. “Allora la stessa consigliera – dice Jessica Verzulli, coordinatrice provinciale Giovane Italia Chieti – ci spieghi perché Chieti dovrebbe diventare la discarica di tutta la Regione, ospitata tra l’altro in una zona abitata da tante famiglie. E’ comodo gettare la spazzatura nel giardino del vicino!”.
“Si spieghi ai pescaresi, poi, – ha detto anche Sclocco – per quale ragione o per quale interesse economico il Chietino accetti i rifiuti provenienti dalla provincia di Teramo ma non quelli della provincia di Pescara”.
Per Verzulli, però, questa posizione non è altro che un pretesto, che, tra l’altro, potrebbe dare adito alla richiesta di tutte le provincie d’Abruzzo a Chieti di accollarsi i loro rifiuti. “Siamo evidentemente di fronte – commenta Verzulli – al solito caso di egoismo politico”.
La sottolineatura finale della coordinatrice della Giovane Italia Chieti rivolta al Pd teatino è quasi scontata: “Mi aspetto ora, da parte del Pd locale, forti richiami contro queste parole, se davvero vogliono essere coerenti con le tante parole spese in queste settimane e agli attacchi rivolti alla Giunta Di Primo. Dimostri insomma, da che parte sta”. (ar.ia.)






