L’AQUILA – Da sabato scorso, l’urna di San Pietro Celestino si trova nella nuova parrocchia degli Angeli Custodi di Paganica (L’Aquila).
Le decine di paganichesi che ogni giorno fanno visita al Santo sono il segno di un rapporto che la popolosa frazione del capoluogo ha stabilito con Celestino dopo un episodio accaduto oltre sette secoli orsono, come racconta lo storico Raffaele Alloggia.
(nella foto, la Chiesa di San Pietro al Morrone in Paganica dopo il terremoto)
“Il fatto – spiega – lo racconta Buccio di Ranallo nella sua ‘Cronica’. In seguito all’uccisione di Nicola dell’Isola, nell’agosto del 1293, ci fu una grossa ‘briga’, all’interno delle mura dell’Aquila, tra Paganica e Bazzano. In aiuto dei due castelli se ne allearono altri, sia da una parte che dall’altra.”
“Alla fine della briga, così la chiama Buccio di Ranallo – prosegue – ci furono molti feriti tra le due contendenti. Il Castello di Paganica ne uscì sconfitto e con il benestare del Re Carlo, 64 capi famiglia paganichesi intus furono esiliati dall’Aquila, rimanendo moglie e figli in città a presidio delle proprie abitazioni”.
“Nel frattempo – continua lo storico – a Perugia la Chiesa non riusciva a darsi un Papa, finché il cardinale Latino Malabranca propose di eleggere l’eremita Pietro da Morrone, proposta accolta dal conclave. Dopo oltre due anni, nell’agosto del 1294, la Chiesa ebbe nell’eremita, il suo Papa Celestino V”.
A questo punto il collegamento con Paganica. “Una delle prime cose che il Papa chiese a re Carlo – spiega infatti Alloggia – fu quella di far rientrare all’Aquila i ‘Paganisci’. Il Re rispose che ciò che desiderava sua santità per lui era un’ordine e così fu”.
Alloggia cita testualmente Buccio di Ranallo: “…San Petro beneditto in Aquila li remise, et fecero la pace como li commise; et lui de bona vollia fare ben promise; Re Carlo, ad soa preghiera, la pena li dimise”.
Nel 1296 Papa Celestino V morì nella rocca di Fumone e il 5 maggio 1313 a furore di popolo il Papa Clemente VII lo proclamò Santo come “San Pietro al Morrone”.
“Subito dopo – sostiene Alloggia – i paganichesi, per l’intercessione del santo verso re Carlo II d’Angiò, gli dedicarono la chiesetta già dedicata a San Pietro Apostolo che si trova a Paganica lungo la strada per Pescomaggiore. Si può affermare ciò in quanto la piccola chiesa la troviamo censita nel 1312, quindi prima che fosse proclamato santo, nel testo che tratta di ‘Decima e Censi Vescovili’”.
“Non abbiamo invece – ammette lo storico – il documento che attesta questo passaggio in quanto tanti secoli sono passati, tuttavia però abbiamo un documento firmato da monsignor Luigi Filippi, arcivescovo dell’Aquila, il quale dice che nel contesto della visita pastorale della Forania, il giorno 11 maggio 1876, ‘il sottoscritto si è recato nella chiesa di San Pietro al Morrone percorrendo la via per Pesco Maggiore’”.






