L’AQUILA – Anche l’ex ministro dell’Università Maria Stella Gelmini interviene sul caso delle “proroghe-bis” dei mandati dei rettori che potrebbero scattare in decine di atenei italiani, tra cui quello aquilano.

Grazie a una diversa interpretazione di un codicillo della riforma, a fronte di elezioni convocate per il prossimo 17 maggio c’è la possibilità che il rettore uscente, Ferdinando Di Orio, possa restare in sella fino al settembre 2013.

La Gelmini, in un’intervista al quotidiano La Stampa, ha espresso una posizione molto rigida sul caso.

“Penso – ha tuonato – che la riforma vada interpretata in modo rigoroso. Non è il tempo degli escamotage per allungare il brodo. Se si vuole che questa riforma possa far raggiungere gli obiettivi per cui è stata voluta e approvata bisogna mantenere entro i sei anni la durata dei mandati dei rettori ed evitare prima dell’entrata in vigore il ricorso a trucchi di qualsiasi tipo”.

Sollecitata a spiegare il termine contestato, quello dell’“adozione” del nuovo statuto la cui data fissa i termini per la fine del mandato del rettore, la Gelmini ha concluso spiegando che “sono per un’interpretazione il più possibile rigorosa delle norme. La riforma – ha concluso – è stata approvata per favorire il ricambio generazionale all’interno degli atenei e per valorizzare il merito”. (alb.or.)