CAPESTRANO – Non è certo il retro di una ex scuola la location ideale che era stata prevista per la statua del guerriero di Capestrano, ripensata in stile contemporaneo, e realizzata dal maestro Luigi D’Alimonte.
Ma è quella che gli è toccata in sorte, a novembre scorso, rimossa dopo appena una ventina di giorni, dopo l’inaugurazione in pompa magna, a fine ottobre 2023, dalla postazione che sarebbe dovuta essere quella definitiva, e pressoché scontata: la piazza del mercato di Capestrano, dove si affaccia il celebre e maestoso castello Piccolomini. Ispirata al celebre guerriero che oggi campeggia anche nello stemma della Regione Abruzzo, la cui statua originale, del VI secolo a. C., è stata rinvenuta nella vicina necropoli dell’antica città di Aufinum, e che può essere ammirata al museo archeologico di Chieti.
Il motivo di questa rimozione? Da quanto si apprende il sindaco di Capestrano, Antonio D’Alfonso, per stringere i tempi, una volta pronta la statua, in elegante pietra paglierina della Maiella, aveva firmato un atto autorizzativo per la collocazione nella piazza, e tra gli altri a tagliare il nastro era stato invitato anche il vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, tenuto conto che era stata la Regione a finanziare l’intervento, assieme alla Fondazione Carispaq, con 10mila euro a valere su fondi inutilizzati per la riqualificazione urbana, disponibili dal 2022.
Poi però è intervenuta la Soprintendenza, nella persona del dirigente Valerio Piovanello, osservando che non c’era stata da parte loro un via libera formale, e un parere ritenuto obbligatorio per collocare un nuovo manufatto in una piazza vincolata dal punto storico e architettonico. E così il Comune è stato costretto a rimuovere la statua, e a “parcheggiarla” in attesa di sviluppi, dietro l’ex edificio scolastico.
Abruzzoweb ha cercato di contattare Piovanello per avere numi su eventuali sviluppi e dettagli della vicenda, ma non ha ricevuto nessuna risposta.
Il sindaco Tonino D’Alfonso, raggiunto telefonicamente ha preferito non rilasciare dichiarazioni, in quanto, ha spiegato, sta attendendo un imminente e non precisata risposta dalla Soprintendenza.
Da quanto si è appreso, la Soprintendenza chiede che la piazza, per poter ospitare la statua dovrebbe essere soggetta ad un restyling e ad un riadattamento.
E dunque il Comune sta studiando un piano B: collocare l’opera nella vicina piazza Capponi o anche in posizione strategica, in uno degli ingressi del paese, e in questi casi non sarebbe necessario l’ok della Soprintendenza non essendo essi luoghi vincolati.
Per realizzare la statua sono stati necessari a D’Alimonte, 57enne affermato scultore di Cugnoli, in provincia di Pescara, circa due mesi. E’ alta oltre due metri, e come è stato spiegato nell’apparato critico, “è riconoscibile come il reperto archeologico, ma si spinge verso nuove linee ed espressioni artistiche per arrivare ad avere una connotazione più allungata ed elastica. L’apertura visibile nella parte alta della scultura riconduce all’idea dell’amore per il territorio, ricordando un cuore capovolto, e la nuova rilettura sta nell’elemento del braccio sinistro, raffigurato come fosse un continuum con la spada, che si trova nel monumento originale conservato nel Museo archeologico nazionale d’Abruzzo a Chieti”.
Infine, “vuole essere dunque una sentinella dalle sembianze pacate ed equilibrate e al contempo una figura di difesa e protezione di Capestrano”. Certamente però non da dietro una ex scuola, ma in un lungo degno del suo rango.






