L’AQUILA – Nuovo bando per l’assegnazione delle sorgenti di acqua minerale Sant’Antonio Sponga di Canisto che potrebbe essere approvato nella giunta regionale in queste ore, nell’ultima riunione prima delle elezioni. 

Questione di ore anche per il parere dell’Avvocatura regionale, sull’autorizzazione provvisoria per imbottigliare intanto la preziosa acqua minerale  nota a livello nazionale, sprecata da tre anni nel fiume Liri, da parte dell’ex concessionario Santa Croce, nello stabilimento di proprietà nel comune marsicano. 

Queste le due mosse che potrebbero diventare realtà in zona Cesarini della legislatura del centrosinistra, per porre rimedio ad un’incredibile vicenda che ha riempito in questi anni le pagine dei giornali e le aule dei tribunali, alla luce del durissimo contenzioso divampato Regione e Santa Croce che ha impugnato la revoca di circa tre anni, denunciando anche una disprità di trattamento rispetto ad altri partner.

Mosse per tentare di dare una soluzione alla prima delle tre situazioni negative legate allo sfruttamento delle acque minerali, oltre alla Sant’Antonio Sponga, la Valle Reale e Fonte Primavera di Popoli, che vedono l’ente regionale in grande difficoltà, bilancio che in tanti definiscono un autentico flop. 

Per quel che riguarda sullo stato dell’arte dell’autorizzazione provvisoria di Canistro, richiesta da tempo dalla società di Camillo Colella e poi sostenuta con diffide e istanze di sollecitazioni alla luce del grave ritardo, è Franco Gerardini, dirigente regionale del servizio Rifiuti, che ha avuto la delega a portare avanti la pratica e che ha avuto modo di annunciare il provvedimento altre due volte attraverso le pagine on line di Abruzzoweb. 

“Ricevuta tutta la documentazione richiesta, ho elaborato una proposta, e l’ho inviata una settimana fa all’avvocatura regionale, per un parere, che arriverà a strettissimo giro. Se il parere sarà positivo, si potrà fare la determina dirigenziale”, rivela ad Abruzzoweb.

Il nodo del contendere – fa osservare il dirigente, ex parlamentare di centrosinistra, – è rappresentato dal fatto che nella legge vigente regionale non si parla di autorizzazione provvisoria, ma solo di concessione mineraria, da assegnare attraverso bando. Da qui la necessità di un parere legale su un’interpretazione più estensiva della norma. 

Lo stesso Tar ha però sostenuto che la Regione può valutare in autotutela l’opzione, anche e sopratutto per evitare il concreto rischio di danno erariale. 

Mossa anzi pressoché obbligata, dopo che ha fatto un clamoroso buco nell’acqua, è il caso di dire, il bando del dicembre 2016, che ha fatto seguito alla revoca alla Santa Croce.

Aggiudicato provvisoriamente a marzo 2017 da Acque minerali per l’Italia, ex Norda, presentata da Regione e Comune di Canistro come il grande player che avrebbe potuto rilanciare l’attività e riassumere gli operi licenziali dopo la revoca della concessione alla Santa Croce, che però ha deciso di gettare la spugna e andarsene, minacciando anche richieste milionari di risarcimenti, visto che non è stata messa nelle condizioni di realizzare il nuovo stabilimento e avviare il piano industriale. 

L’autorizzazione è temporanea, giova sottolineare, in attesa che venga indetto un nuovo bando, e che le sorgenti vengano poi assegnate ad un nuovo concessionario. 

Tenendo conto che la Santa Croce si dice pronta riassumere parte dei lavoratori licenziati nel 2016, rimasti oggi senza ammortizzatori sociali.

Per quanto riguarda il nuovo bando, da quanto si apprende, il testo è pronto, e manca ora il solo passaggio per l’ok dalla giunta regionale.

Alla sua predisposizione ha lavorato Iris Flacco, dirigente del servizio Risorse del Territorio ed Attività Estrattive, destinataria, nel marzo 2018, di un procedimento disciplinare e di un provvedimento di “obbligo di astensione” da parte del responsabile Anticorruzione della Regione Abruzzo, “per aver reso, sulla stampa e a danno della Santa Croce, delle dichiarazioni false, diffamatorie, infondate ed in violazione del segreto d’ufficio”. 

Ma il bando non riguarda nello specifico la Santa Croce, a differenza dell’iter di autorizzazione temporanea alla Santa Croce, di cui infatti si occupa ora Gerardini.