FOSSA – Sono ancora emozionati a Fossa (L’Aquila) per la storica vittoria del campionato di Prima Categoria, girone A, e quindi l’accesso al primo campionato di Promozione di una squadra, la Valle Aterno Fossa, che da anni va avanti grazie all’amore e alla passione di gente molto legata al territorio e a uno dei comuni dell’Aquilano che ha molto sofferto il terremoto del 6 aprile 2009.

Con la vittoria per 5-1 sui marsicani della Pro Celano, gli uomini dei mister Pino Santirocco e Marco Sperandio (quest’ultimo allenatore-giocatore) hanno conquistato un successo incredibile lasciando l’amaro in bocca dalle parti di Cerchio, sempre Marsica, squadra che era riuscita a scavalcare la formazione aquilana, sconfiggendola per 2-1 a due giornate dalla fine, salvo poi vedersi recapitare uno 0-3 a tavolino per aver schierato un calciatore, Felice Fidanza, tesserato anche come allenatore con la Marsica Calcio 2006.

Ovviamente raggiante il presidente del sodalizio giallorosso Fabrizio Boccabella, ingegnere 31enne che ricopre la carica di vicesindaco di Fossa, entrato in carica in società dal maggio 2009, subito dopo il terremoto.

Boccabella, presidente entrato in carica nel pieno della tragedia del sisma.

Sì, una sfida che ho raccolto con passione. Era un momento difficile, per il territorio. Il calcio è stato uno dei fattori di rinascita e solidarietà, in quei terribili mesi. Credo di aver dato un buon contributi, mettendoci il massimo impegno, con serietà, ma devo ringraziare davvero tutti, dai giocatori agli altri dirigenti se oggi siamo arrivati a questo punto.

I presidenti delle squadre, nell’immaginario delle varie categorie, sono spesso imprenditori che cacciano soldi. Lei non appartiene a questa tipologia.

La tradizione del calcio a Fossa si è sempre basata su una dirigenza fatta dal gruppo. È quella la nostra forza, il sano volontariato, una valida impostazione che è derivata sin dalla Polisportiva Fossa, nata nel 1978, poi trasformata in Valle Aterno. La dirigenza è fatta di persone normali, impiegati, operai, pensionati, ex giocatori. Passione e dedizione sono la nostra forza.

Crede di aver compiuto un miracolo vincendo questo campionato?

Sì, non eravamo favoriti, ma cammin facendo il gruppo è cresciuto ed ha cominciato a crederci sempre più. I nostri due allenatori, Pino Santirocco e Marco Sperandio, con quest’ultimo anche punto di riferimento in campo, hanno tenuto magnificamente il gruppo dei giocatori.

A Cerchio non hanno digerito la sconfitta a tavolino.

Rispettiamo le opinioni degli altri, ma le regole sono regole.

Come vi reggete economicamente nel prossimo campionato?

Facciamo leva sulle sponsorizzazioni, sul tesseramento e sulla sagra della bistecca, da noi organizzata, giunta ormai alla 37esima edizione. È una formula che unisce fortemente Fossa alla squadra, un vero connubio tra sport e territorio. La nostra identità.

In Promozione cambierete impostazione?

No, puntiamo sullo stesso assetto societario, confermando i giocatori, con innesti di validi elementi specie tra i cosiddetti fuori quota, cioè i nati dal 1993 al 1995, che obbligatoriamente devono essere schierati. Da noi i giocatori non prendono stipendio, solo qualche centinaio di euro di rimborso spese. Obiettivo, ovviamente, è la permanenza nella Promozione. Ora che ci siamo arrivati per la prima volta, vogliamo restarci.

Quanti  ragazzi fate giocare nelle varie categorie giovanili?

Siamo ormai una realtà di quasi 200 ragazzi tesserati, di cui ben 25 donne, provenienti da tutto il comprensorio aquilano. Abbiamo scelto da anni di puntare sui settori giovanili, è questa la nostra filosofia, è un grosso lavoro, ottimamente coordinato dal responsabile settore giovanile, Gianfranco Di Marco. La Asd Valle Aterno è nata infatti dalla fusione della Polisportiva Fossa con la U.C. Valle Aterno, questa impostazione ci ha resi attrattivi nel dopo terremoto. Grazie a donazioni di Inter Club, Uefa, Figc e Protezione Civile abbiamo rinnovato il campo sportivo, oggi splendido gioiellino in erba sintetica. Vogliamo ancora potenziarlo, grazie ad investimenti che l’amministrazione comunale intende fare, per farne un vero e proprio polo sportivo polivalente, un ‘fossarello’, se mi passate il termine.