L’AQUILA – Spuntano i primi casi che confermano una tendenza sleale che si sta diffondendo nel calcio dilettantistico abruzzese, con insulti ai giocatori terremotati per farli reagire, espellere e squalificare.

A dare ragione alla denuncia del legale aquilano Fabrizio Fiaschetti sono infatti due tesserati dell’Amiternina, formazione del Comune aquilano di Scoppito che lotta per la vittoria del girone A del campionato di Promozione.

A parlare per la formazione giallorossa è il portiere Manuel Capulli. “Mi è capitato personalmente qualche settimana fa – afferma – contro lo Scerne di Pineto. Stavamo vincendo e un giovane avversario durante la partita ha detto a voce alta ‘terremotato’ vicino alla nostra panchina”.

“C’è stato un piccolo parapiglia – prosegue l’estremo difensore giallorosso – ma l’arbitro non ha adottato nessun tipo di provvedimento. Più che altro rendendosi conto di quanto accaduto, il direttore di gara ha fatto da paciere. Il diciottenne non ha chiesto scusa, ma abbiamo ricevuto delle scuse dai compagni più esperti. La sensazione è stata quella che non si fosse pentito del gesto”.

Conferma l’esistenza del “caso” anche il capitano giallorosso, Alessandro Del Coco. “La miglior risposta – spiega – è quella che non si dà. In questi casi sarebbe meglio mostrarsi indifferenti, anche se spesso non accade perché essere terremotati non è facile: tendiamo a difenderci”.

“È bene parlare della correttezza e della solidarietà che ci hanno dimostrato in tanti, avversari e arbitri – continua – ma ci sono anche casi sporadici di insulti. L’agonismo e il nervosismo in campo, ma anche sugli spalti, possono far sfuggire una parola di troppo”.

“Credo che chi non ha passato un guaio simile non possa capire – conclude capitan Del Coco – la mela marcia ogni tanto c’è. Dopo il terremoto, se insultati siamo vulnerabili, e cerchiamo di difenderci, ma dobbiamo riuscire a essere indifferenti”.

ARTICOLI CORRELATI:

CALCIO SLEALE: GIOCATORI AQUILANI PROVOCATI SUL SISMA