L’AQUILA – Più attenzione da parte della Regione Abruzzo e una mobilitazione forte per ottenere assieme a Teramo un ospedale di secondo livello, con reparti e finanziamenti migliori secondo la riforma Lorenzin.
Questi i due grandi obiettivi emersi oggi nella prima riunione del rinnovato Comitato ristretto dei sindaci della Asl provinciale aquilano, cambiato radicalmente dopo la tornata delle elezioni amministrative.
Nuovi componenti sono le fasce tricolori del capoluogo, Pierluigi Biondi, Avezzano, Gabriele De Angelis, Sulmona, Annamaria Casini, Castel di Sangro, Angelo Caruso (che è anche presidente della Provincia), e Barisciano, con il vice sindaco Giuseppe Calvisi, in rappresentanza dei piccoli Comuni del comprensorio che ne comprende in tutto 108.
Calvisi è stato eletto dopo un derby con il sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, finito 323 a 129.
Come da scenario post-voto, si tratta di un Comitato a forte connotazione di centrodestra.
I voti non sono reali ma “ponderati” contando anche il peso dei Consigli comunali.
Nella prossima seduta sarà eletto il presidente, che dovrebbe essere il primo cittadino aquilano Biondi.
Nel primo giro d’orizzonte sui temi più importanti, uno sguardo all’attualità con lo “scippo” delle scuole di specializzazione del dipartimento di Medicina dell’Università dell’Aquila in Pediatria e, come anticipato da AbruzzoWeb, anche Cardiologia e Neurologia, che finiranno a Chieti.
Tra gli altri temi, il superamento del turnover del personale, un maggiore impegno nella medicina territoriale e il riequilibrio nei fondi investiti per la riabilitazione che vedono la provincia aquilana fanalino di coda con 21 euro a persona, seguita da Pescara con 45, Chieti con 54 e Teramo con 56.
“La questione della realizzazione di un Dea di secondo livello delle aree interne non è un ragionamento di semplice campanile quanto, piuttosto, un percorso teso a valorizzare le eccellenze, a riequilibrare i servizi e a potenziare la medicina del territorio”, ha poi dichiarato Biondi in una nota.
“La commissione che avrebbe dovuto valutare l’ipotesi di istituzione di un Dea di secondo livello L’Aquila-Teramo non si è mai riunita – ha denunciato – ci sono centinaia di precari che attendono risposte e siamo costretti a fare i conti con scelte di politica regionale che si stanno abbattendo sulla nostra Asl”.
“La ritrovata unità dei territori è la risposta per far tornare la sanità aquilana ai livelli di eccellenza che da sempre le competono, testimoniate peraltro anche dagli ottimi dati legati alla mobilità attiva”, ha concluso.



