L’AQUILA – “Secondo Amicone non sussisterebbero i problemi di legittimità sollevati dal senatore Mascitelli rispetto alla sua nomina a direttore dell’Arta. Certo è che si tratta di una nomina inopportuna, segnale inequivocabile che Chiodi sta perpetuando le tradizioni di spartizione partitocratica della cosa pubblica che hanno condotto la Regione nell’attuale disastrosa situazione”.
È quanto dichiara in una nota il consigliere regionale del Prc, Maurizio Acerbo.
“Sfugge alla comprensione di Chiodi e Amicone – aggiunge Acerbo – che l’Arta è un’agenzia e che la legge prevede che alla sua guida ci sia un direttore, non un presidente e un cda. Tale direttore andrebbe scelto quindi sulla base di competenze specifiche e non per sistemare gli equilibri del centrodestra chietino e regionale. L’Agenzia non prevede un cda e un presidente proprio perché dovrebbe avere un carattere tecnico e di terzietà sottratto alle spartizioni della maggioranza di turno. La cosa ancor più grave e tragicomica è che poi l’ex-consigliere regionale Amicone i cittadini abruzzesi lo pagano due volte”.
“Infatti – prosegue ancora il consigliere regionale del Prc – torno a far presente che, per una lacuna della legge Pagano approvata l’anno scorso, gli ex-consiglieri regionali eventualmente nominati ai vertici di enti e società regionali continuano a percepire oltre agli emolumenti relativi all’incarico anche il vitalizio. Da marzo ho presentato, con il collega e compagno Saia, un progetto di legge per sanare questa palese incongruenza ed evitare di pagare due volte gli amiconi di turno. Il progetto di legge è stato finora bloccato in commissione dal centrodestra”.





