PESCARA – Polemiche a raffica da parte del centrosinistra e M5s dopo le parole del presidente della Regione, Marco Marsilio, Fdi, in merito al rinvio a giudizio del direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, finito nel registro degli indagati nell’inchiesta su un appalto milionario pilotato per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere. Marsilio si è detto certo della sua innocenza, e ha in alcuni passaggi della sua nota messo in discussione l’impianto accusatorio, definendo “un errore il rinvio a giudizio”.
Provocando l’ira dell’Associazione nazionale magistrati dell’Aquila, secondo cui Le parole del presidente della Regione, pronunciate all’indomani della notizia del rinvio a giudizio disposto dal Tribunale di Pescara nei confronti del direttore generale della Asl nell’ambito della vicenda degli ‘appalti sanità’, travalicano i limiti della legittima critica e mirano a delegittimare, agli occhi dell’opinione pubblica, i magistrati che si occupano del processo”.
Ha poi replicato Marsilio: “Io non delegittimo nessuno, tant’è vero che mi affido al giudizio della magistratura stessa, nutrendo la certezza che saprà far emergere la verità dei fatti. E ho manifestato in tempi e occasioni ‘non sospetti’ la stima, la considerazione e la piena collaborazione con le procure e i tribunali abruzzesi”.
Durissimo Sandro Mariani, capogruppo di “Abruzzo in Comune” in Consiglio Regionale.
“Marsilio non può pensare di derubricare un attacco frontale alla magistratura pescarese su di un procedimento aperto, che vede coinvolto il direttore generale della Asl di Pescara e altre persone, a semplice diritto di critica, rimarcando di poter esprimere un suo personale giudizio perché si tratta del giudizio espresso non da un semplice cittadino, ma da una figura istituzionale di alto spessore come appunto il Presidente della Regione Abruzzo che, oltretutto, è colui che ha nominato il manager oggetto di indagini. Che dire: il silenzio in questo caso sarebbe stato d’oro”
“Senza entrare poi nel merito di una vicenda giudiziaria che sarà la magistratura a dover chiarire vorrei però stendere un velo pietoso sul cattivissimo gusto del Governatore Marsilio che ha tirato in ballo, nel suo “j’accuse” alla magistratura abruzzese, le condotte di una persona che oggi non può più difendersi, considerato che non c’è più”, spiega Mariani.
“Marsilio purtroppo non smette mai di stupirci in negativo, ridisegnando ogni giorno i contorni di un mandato istituzionale che lo ha visto, più volte, andare oltre i limiti della normale dialettica politica e quelli che sono i confini del buon senso” conclude il Capogruppo di “Abruzzo in Comune”. “In particolare il Presidente di Fratelli d’Italia pare non accettare quelli che sono i vincoli imposti al suo ruolo dalla correttezza istituzionale, preferendo entrare a gamba tesa con giudizi di merito parziali e personali, parlando senza mezzi termini di errori giudiziari in una vicenda giudiziaria che è tutt’ora in corso al posto di serbare un silenzio che in questo caso potrebbe essere l’unica cosa opportuna da fare. Non capisco come il Presidente possa essersi lasciato andare ad un intervento istituzionalmente così “volgare”, forse preda dell’emotività o della necessità di lanciare segnali di fumo”.
Pretende le scuse Michele Fina, segretario del Partito Democratico abruzzese.
“È sempre controproducente e tendenzialmente inopportuno ingaggiare sterili polemiche politiche su delicate vicende giudiziarie. Ma le parole pronunciate ieri da Marsilio sono fuori dalla grazia di Dio. È davvero difficile collocarle e commentarle. Al netto della naturale indignazione dell’ANM Abruzzo, non capiamo come sia possibile che un Presidente di Regione possa dimenticare il fondamentale principio di separazione dei poteri. Evidentemente l’eccessiva frequentazione di Giorgia Meloni con leader illiberali sta producendo un pericoloso scivolamento anche nelle posture istituzionali dei suoi luogotenenti”.
“Marsilio esprime giudizi sommari su una complessa inchiesta, si improvvisa avvocato difensore (tra l’altro facendo presumibilmente molto danno agli indagati che pensa di proteggere), giudica il suicida Trotta senza nemmeno riguardo umano, dice agli inquirenti come dovrebbero fare il loro lavoro e ai giudici chi dovrebbero rinviare a giudizio, straparla di un ‘catorcio’. Insomma in un solo colpo Marsilio fa l’inquirente, l’avvocato, il giudice e il comico. Fa tutto tranne che il Presidente di Regione; evidentemente la nostra terra non ha grandi problemi da affrontare. In tutto questo è triste ricordare che, quando Marsilio parla di Sabatino Trotta, parla di una persona candidata per il suo partito nelle ultime elezioni regionali. Suggeriamo al Presidente della Regione di scusarsi e tornare al suo lavoro, evitando incidenti istituzionali e rispettando le inchieste, fermandosi semmai all’appello a tutti affinché si difendano nel processo e non dal processo”, conclude Fina
Interviene anche Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari, M5S: “è inaccettabile leggere le parole di un Presidente di Regione che squalificano le azioni della magistratura su un’indagine che riguarda l’Azienda sanitaria locale . Servono a poco le dichiarazioni ex post per aggiustare il tiro: quello che è successo non è riconducibile a una gaffe o a un’incomprensione semantica, ma è un fatto molto grave . Soprattutto, a mio avviso, sarebbe il caso di chiedere pubblicamente e seriamente scusa a chi ogni giorno con forza e costanza combatte l’illegalità e la corruzione anche nei palazzi della politica”.
“Non sono certo io a dover spiegare al Presidente di Regione Abruzzo che il suo ruolo impone un’attenzione particolare proprio verso chi, come la magistratura, svolge un lavoro incessante per combattere la corruzione e gli illeciti della politica. – incalza Pettinari – Non è accettabile, soprattutto mentre ci sono inchieste in corso, rilasciare affermazioni e giudizi che gettano discredito e dubbi sull’azione di magistrati impegnati nella trattazione del procedimento penale. La politica, piuttosto, dovrebbe supportare il lavoro della magistratura e valorizzare le azioni di indagine anche agli occhi dell’opinione pubblica e non certo insinuare il tarlo del dubbio sulla qualità delle attività di investigazione”.
“Io sarò sempre al fianco di combatte l’illegalità, e auspico che su tutti noi politici ci sia costantemente una lente di ingrandimento, affinché chi sbaglia sia allontanato dalla gestione della ‘cosa pubblica’ nel rispetto delle istituzioni e dei cittadini che rappresentano. Per questo esprimo la mia più totale solidarietà alla Magistratura pescarese e all’Associazione Nazionale Magistrati consapevole dell’enorme lavoro che svolgono quotidianamente, e invito il Presidente Marsilio a rimediare chiedendo formalmente scusa e non trincerandosi dietro al dito dell’incomprensione sulle posizioni espresse” conclude.




