L’AQUILA – “I centri commerciali non possono diventare, d’ufficio, le nuove piazze degli aquilani: per questo siamo d’accordo con l’osservanza dell’ordinanza emessa dal Comune dell’Aquila”.
Lo affermano il vice presidente provinciale di Confesercenti L’Aquila, Bruno Basile, e il responsabile dell’associazione imprenditoriale, Filippo Ciancone, che prendono posizione nella guerra tra i centri commerciali e i punti vendita che li popolano sulle aperture domenicali, sostenendo il provvedimento dell’assessore al Commercio Marco Fanfani, che fissa in 42 su 52 le domeniche in cui si può derogare dall’obbligo di chiusura, insomma, stare aperti, purché si recuperi con una chiusura infrasettimanale.
Una soluzione che trova d’accordo i titolari dei negozietti, in gran parte beffati però da una postilla: in base alla normativa regionale, la regola delle domeniche vale solo per i centri commerciali più grandi di 1.500 metri quadrati, che nel capoluogo sono solo tre (l’Aquilone, Carrefour e Globo).
Tutti gli altri centri commerciali medi e piccoli e le gallerie avranno le mani libere e potranno aprire come e quando vogliono. Una discriminazione che non piace alle associazioni di categoria.
“Non comprendiamo – continuano Basile e Ciancone – il perché dell’esclusione delle piccole e medie imprese dalla chiusura infrasettimanale. I commercianti del centro storico sono stati costretti a riorganizzarsi in gallerie commerciali che nulla hanno a che fare con la grande distribuzione, ma hanno ugualmente diritto al riposo. Ci sono commercianti che, nei fatti, sono costretti a un lavoro ininterrotto da mesi”.
“Auspichiamo una modifica in tal senso – concludono i vertici di Confesercenti – e apprezziamo la volontà bipartisan espressa dal Consiglio comunale per un’ordinanza ad hoc sulla tempestività della ricostruzione del centro storico, che deve tornare ad essere il cuore aggregativo e commerciale della città”.
Per gli esercenti, infatti, “mantenere aperti i centri commerciali di domenica non può essere la scorciatoia per riempire i vuoti che la ricostruzione lenta e incerta sta lasciando nelle abitudini degli aquilani”.
Su questa vicenda è atteso per domani un pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale: la Conad ha fatto ricorso contro un’ordinanza del Comune di Lanciano del tutto simile a quella di Fanfani, e un eventuale accoglimento potrebbe rivoluzionare il quadro. (alb.or.)
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