ROMA – “Ora è necessario accompagnare le imprese e i lavoratori nel percorso di uscita dalla pandemia, questo è un anno in cui non si chiedono soldi, si danno soldi, verrà il momento di guardare al debito ma non è questo il momento, di pensare al Patto di stabilità”.

Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri sul decreto Sostegni, dal valore di 32 miliardi, iniziato con tre ore di ritardo a causa dello scontro all’interno di maggioranza sul condono fiscale.

In conferenza stampa il ministro dell’Economia Daniele Franco ha confermato gli indennizzi previsti nella bozza con un importo medio di 3.700 euro per ciascuna attività imprenditoriale in difficoltà – una misura che riguarda in totale circa 3 milioni di persone -, che avverrà entro la fine del mese di aprile. Il terzo pilastro del Decreto riguarda invece le risorse per l’acquisto di vaccini e farmaci contro il Coronavirus che saranno quasi 2,8 miliardi in tutto, su un totale di circa 5 miliardi di euro destinati alla salute e sicurezza.

“Questo decreto è una risposta significativa molto consistente alle povertà – ha detto Draghi -, al bisogno che hanno le imprese e ai lavoratori. Una risposta parziale, ma il massimo che abbiamo potuto fare all’interno di questo stanziamento da 32 miliardi chiesto dal governo precedente. Alle imprese vanno tre quarti dello stanziamento, 11 miliardi“.

Sul tema della cancellazione delle vecchie cartelle, prima del Cdm si è  consumato un braccio di ferro tra i partiti. Con il nuovo decreto verranno cancellate le vecchie cartelle esattoriali

Lo ‘stralcio’ delle cartelle, questo l’accordo trovato, sarà  fino a 5mila euro tra il 2000 e il 2010 (anziché 2015) e solo per chi rientra in un tetto di reddito di 30mila euro.

Draghi ha definito la norma un ‘condono’ che “però sarà limitato ad una piccola platea, sotto un certo reddito “e forse con minore disponibilità economica. Avrà impatti molto molto limitati”.

Sul fronte della lotta alla povertà, uno dei tre “capisaldi” individuati da Draghi che insieme alle misure per il lavoro assorbe 8 miliardi, è previsto un “intervento significativo nei confronti dei meno abbienti, di coloro che hanno perso il lavoro e i sussidi di disoccupazione. Quindi prevediamo l’estensione e l’ampliamento della platea dei beneficiari del reddito di emergenza”.

Per quanto riguarda i ristori alle attività danneggiate dalle restrizioni l’intervento si incentra su “abbandono dei codici Ateco e velocità nei pagamenti. L’Ufficio delle Entrate mette a disposizione una piattaforma per i pagamenti a fine mese, i pagamenti inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda, quindi 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile”.

“Sulle imprese – , ha continuato il premier, – c’è una parte destinata al ristoro o indennizzo delle imprese che operano nella montagna, molte poste di questo decreto sono indirizzate al turismo e c’è un provvedimento molto importante per gli autonomi e per i lavoratori del settore agricolo, con decontribuzione da due miliardi e mezzo, abbiamo aggiunto un miliardo e mezzo”.

Il terzo pilastro del Decreto, ha concluso Franco, prevede “quasi 5 miliardi su salute e sicurezza. La posta principale è per l’acquisto di vaccini e farmaci (2,8 miliardi), poi ci sono i fondi utilizzati per la logistica. C’è un intervento per creare un fondo per la produzione di vaccini in Italia una linea di azione dello sviluppo economico”.

Per quanto riguarda per le partite iva, possono accedere a contributi a fondo perduto, se hanno un fatturato fino a 10 milioni e nel 2020 perdite medie mensili del 30% rispetto al 2019: gli aiuti vanno da 1.000 euro per le persone fisiche (2.000 per le giuridiche) a 150mila euro. Per le imprese ci sono 5 fasce di ricavi con percentuali differenziate dei sostegni, dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi.

Grandi aziende: se in crisi ma con prospettive di ripresa possono attingere a finanziamenti agevolati da restituire in 5 anni: c’è un fondo di 200 milioni presso il Mise. Il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione del Ministero del lavoro, è rifinanziato con 400 milioni ed è prorogata per tutto il 2021 l’integrazione salariale della cigs per i lavoratori ex Ilva, destinando 19 milioni.

Oltre 1 miliardo di euro vanno per la cultura. A commentare l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del provvedimento è il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Il dl “contiene importanti misure per il mondo della cultura, che aggiungono oltre un miliardo di euro alle risorse finora stanziate per sostenere un settore duramente colpito dalla pandemia. Spettacolo, cinema e musei sono in grande sofferenza per la perdurante chiusura imposta dalle misure di contenimento del contagio e meritano ogni sostegno, perché esprimono parte notevole della nostra identità”.

Sostegni per 1,7 miliardi al turismo, fra cui 700 milioni per le zone danneggiate dalla chiusura degli impianti di sci e 900 milioni per gli stagionali.

Nel decreto 35 milioni saranno destinati a colmare il digital divide nelle regioni del Sud così da consentire un corretto svolgimento della Dad. Serviranno, a quanto si apprende da fonti di governo, per l’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali e ad assicurare una connettività di dati illimitata, da concedere in comodato d’uso alle studentesse e agli studenti meno abbienti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Ci sono poi 150 milioni per il recupero delle competenze e della socialità durante l’estate, e altri 150 milioni per aspetti più sanitari. Il personale scolastico e amministrativo assente per vaccino è «giustificato».

Blocco dei licenziamenti prorogato a giugno, e fino a ottobre per le aziende che usano la cassa integrazione Covid, valida fino al 31 dicembre (massimo 28 settimane), per 3,3 miliardi. Quelle con cassa integrazione ordinaria possono chiedere 13 settimane tra aprile e giugno per Covid, senza contributo addizionale. Ci sono 1,5 miliardi per l’esonero dei contributi previdenziali dovuti da autonomi e professionisti. I contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati senza causale fino al 31 dicembre.

Il reddito di cittadinanza è rifinanziato per 1 miliardo. Tre nuove mensilità del reddito di emergenza alle famiglie (1,52 miliardi). Fino al 31 dicembre non serve aver lavorato 30 giorni nell’ultimo anno per ottenere la Naspi. Una tantum da 2.400 euro per lavoratori stagionali, del turismo, termali e dello spettacolo che hanno perso il posto, e per quelli dello sport varia da 1.200 a 3.600 euro.

Per la lotta al Covid sono stanziati oltre 4,5 miliardi: 2,1 miliardi per l’acquisto di vaccini, 700 milioni per i farmaci, 1,4 miliardi per le attività del Commissario, 345 milioni per il coinvolgere più medici possibile, 50 milioni come remunerazione aggiuntiva delle farmacie, dove si potrà somministrare il siero. Per i Covid Hospital sono previsti 51,6 milioni. Cade il vincolo del rapporto esclusivo per gli infermieri pubblici vaccinatori.

A favore degli enti locali sono stanziati oltre 3 miliardi: metà nel fondo per gli enti locali, 260 milioni in quello per Regioni e Province autonome, 800 milioni per il Tpl, 250 milioni come ristoro per il mancato incasso della tassa di soggiorno, e un altro miliardo per rimborsare alle Regioni le spese sanitarie del 2020 per il Covid.

Per le filiere dei matrimoni e eventi, tra le più colpite dalla crisi (anche commercianti e ristoratori dei centri storici) c’è un fondo da 200 milioni. Ci sono 200 milioni in più per imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, 100 milioni per la cancellazione di fiere e congressi e 150 per le fiere internazionali.

Ha infine detto Draghi: “Non ho ancora fatto la prenotazione, la mia classe di età è entrata tra quelle che mi permettono di avere il vaccino. E sì, farò l’AstraZeneca. Mio figlio l’ha fatto l’altro ieri in Inghilterra. Nessuna prevenzione, nessun dubbio”. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, si prepara a fare il vaccino contro il coronavirus. Il premier riceverà una dose di AstraZeneca, il farmaco che dopo un breve stop ha ottenuto il nuovo via libera dall’agenzia europea.

“La decisione” di sospendere il vaccino “non è stata presa per imitazione o per interessi tedeschi… C’è semplicemente la responsabilità di un governo che si pone nei panni dei cittadini e dice ‘posso permettermi di andare avanti con la campagna vaccinale se l’autorità europea si prende una settimana per vedere se” i vaccini “sono veramente sicuri?'”.

“C’è stato un calo di vaccinazioni un solo giorno, poi sono state compensate dall’uso di altri vaccini. C’è stato un rallentamento ma non è stato disastroso”, aggiunge Draghi. “Bisogna porsi la domanda se ci sarà un effetto sulla volontà futura di vaccinarsi: andrà stimato e bisognerà agire di conseguenza, ma credo che alla fine la razionalità degli italiani deciderà. Se ci sarà un effetto, sarà temporaneo e sarà compensato dagli altri vaccini. Siamo a 160-165mila vaccini giornalieri, arriveremo a 500mila ad aprile e l’obiettivo è arrivare a cifre più alte a maggio e giugno. Poi, è chiaro, speriamo di non avere imprevisti con le forniture di vaccini”, afferma ancora.